Sicurezza
Selex, confermato l’affitto dei locali al Polo Magona
La sorte della sede cecinese dell’azienda è legata alla tracciabilità dei rifiuti Dopo le inchieste giudiziarie e le mancate assunzioni il futuro è un’incognita
CECINA. Ancora per due mesi. Selex Service Management manterrà un piede a Cecina, almeno fino a giugno. Al secondo piano dei locali del Polo tecnologico Magona. La società del gruppo Finmeccanica, in liquidazione dal 10 marzo del 2015, da qui non arretra. In quelle stanze, circa 400 metri quadrati, attrezzate con porte rompi fuoco, climatizzazione e particolari protezioni in caso di blackout elettrici, restano i service di backup del sistema Sistri. Il disaster recovery, ovvero i computer che servono a salvare i dati, casomai andassero perduti quelli custoditi nella sede primaria di Roma, del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri). Sistema in gestione all’azienda anche per il 2016, perché prosegue lo stallo della gara europea per trovare il nuovo gestore.
Il contratto con cui quelle stanze del Polo Magona sono state assegnate a Selex nel 2009 è scaduto alla fine del 2015. E dopo una prima proroga è arrivata in questi giorni al Polo la richiesta di prolungare ancora il rapporto. I due passaggi indicano che il legame con Cecina potrebbe consolidarsi se la gara per la gestione del Sistri, che il ministero dell’Ambiente ha affidato a Consip, si chiuderà favorevolmente per l’azienda del gruppo Finmeccanica. Anche se il sistema integrato di tracciabilità dei rifiuti, che avrebbe dovuto controllare gli spostamenti dei rifiuti speciali lungo la penisola, di fatto non è mai partito. Naufragato fra ritardi, presunte tangenti e indagini delle procure. E i personaggi a cui si lega l’operazione Cecina, tra cui l’ex presidente castagnetano di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, spazzati via dalla bufera giudiziaria.
Si naviga a vista. Quegli spazi di proprietà del Polo di fatto sono vuoti. Vi avrebbero dovuto lavorare i tecnici a caccia di rifiuti. Una ventina stando alle indicazioni di progetto date in occasione dello sbarco a Cecina, nel 2009, dall’allora amministratore delegato di Selex Sabatino Stornelli. Per l’occasione con il Comune di Cecina venne firmato anche un protocollo d’intesa. Invece, gli investimenti in zona sono fermi alla realizzazione della disaster recovery. Le stanze occupate sono sempre chiuse. E in città ancora ci si interroga sulle sorti del progetto su cui pende anche il braccio di ferro al Tar del Lazio tra la Selex Es, società del gruppo Finmeccanica che attraverso la controllata Selex Se.Ma gestisce il Sistri, che ha fatto ricorso contro il ministero dell’Ambiente contestando la messa a gara dell’infrastruttura informatica (Sistri) senza aver corrisposto il valore dell’investimento (dei circa 336 milioni di euro l’azienda ne avrebbe incassati 46,1 milioni).
In pratica, il Polo tecnologico si limita a riscuotere l’affitto dei locali. Quelle due stanze di lavoro in Val di Cecina non ne hanno portato. Ed è un aspetto che fa a pugni con lo spirito che anima l’azione del Polo Magona di sostegno allo sviluppo delle attività d’impresa. «I loro uffici sono nello stabile dell’ex fornace di laterizi – afferma il presidente del Plo tecnologico Magona Claudio Scali –. Con Selex abbiamo solo un rapporto di contiguità, ma nessuna collaborazione. Ci limitiamo a gestire l’incasso dell’affitto. A quanto c’è dato sapere Selex dovrebbe partecipare alla gara per la gestione del Sistri con una società diversa da Selex Se.Ma che è in liquidazione».
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