Il Tirreno

Cessato allarme per il gas tossico

di Alessandra Bernardeschi
Cessato allarme per il gas tossico

Riunione operativa in Comune: scatta una lunga bonifica dopo l’incidente. Sospesa l’attività della Ecomar

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ROSIGNANO. Cessato allarme: poco dopo la mezzanotte di lunedì 11 aprile è terminata l'emergenza gas tossico derivata dal rilascio di acido solfidrico nell’impianto Ecomar dei Polveroni a Vada. Mentre continua la bonifica all’interno dello stabilimento, dove è stata bloccata al momento l’attività. La rassicurazione arriva ieri a fine mattinata dal sindaco Alessandro Franchi, che ha riunito a Palazzo civico tutte le autorità del Centro coordinamento soccorsi della protezione civile, convocato d’urgenza dopo l’incidente. Erano presenti il prefetto Tiziana Giovanna Costantino, il questore Orazio D'Anna, i comandanti provinciali dei carabinieri colonnello Roberto Riccardi, della guardia di finanza colonnello Paolo Borrelli, dei vigili del fuoco Claudio Chiavacci, il comandante della stazione dei carabinieri di Rosignano Antimo Rollo, i tecnici Arpat Lucia Rocchi e Antonio Spinazzola, gli assessori Daniele Donati e Piero Nocchi e l'ingegnere comunale Andrea Immorali.

«Una volta terminata l'operazione di bonifica - ha puntualizzato Franchi - vogliamo a capire fino in fondo le cause che hanno portato a questo incidente e se sia il caso di mettere in atto strumenti di maggiore tutela per evitare, in futuro, questo tipo di situazioni». Per quanto riguarda invece una delocalizzazione dell'impianto che sorge vicino all’abitato dei Polveroni, delocalizzazione richiesta più volte dai residenti che nel 2013 presentarono una petizione in Provincia, Franchi ha risposto: «Se l'azienda lo decide può trasferirsi in ogni momento ma non c'è nessuna legge che obbliga Ecomar a farlo».

Dunque allarme cessato, ma l’emergenza non si è ancora conclusa, è solo circoscritta all'interno della fabbrica. L'operazione di bonifica, attraverso una soluzione di carbonato di sodio che ha ridotto in maniera forte il rilascio dell'acido, sta proseguendo e nessuno, neppure il comandante provinciale dei vigili del fuoco Claudio Chiavacci, ha elementi per dire quando avrà termine. Ciò che è certo è che alla Ecomar, azienda che tratta rifiuti industriali, non era mai capitato un episodio di questo tipo. L'incidente «è avvenuto - ha spiegato Chiavacci - all'interno di una vasca aperta di 100 metri cubi di volume e di 35 metri quadrati di ampiezza, interrata e posta all'interno di un capannone, dove veniva trattata una sostanza composta da solfato di bario (proveniente da uno stabilimento di Massa), scarti di lavorazione di alluminio e scarti derivati da prodotti ceramici». Le cause che hanno portato al rilascio di acido solfidrico durante l'inertizzazione e il trattamento degli scarti sono ancora da accertare. Qualcosa però non è andato per il verso giusto. Intanto la Regione Toscana, che nel 2014 ha rilasciato alla Ecomar (l'azienda non è soggetta a legge Seveso) l'autorizzazione integrata ambientale, ha chiesto all'azienda, in questa fase di emergenza, di sospendere le attività. «L'operazione di bonifica è ancora in corso e la situazione è monitorata dai vigili del fuoco e dai tecnici dell'Arpat», ha detto Franchi. Nonostante il cattivo odore delle esalazioni, nessun pericolo «per i cittadini e per l'ambiente - ha proseguito - tanto che tutto è stato gestito secondo le procedure e senza creare allarmismi tra la popolazione».

Tecnici dell'Arpat e vigili del fuoco hanno spiegato che «il monitoraggio effettuato attraverso apposita strumentazione all'esterno dello stabilimento ha rilevato concentrazioni di gas al di sotto della soglia di criticità». Concentrazione più elevata invece vicino alla vasca e all'interno del capannone «e comunque - è stato precisato - senza superare i limiti di allarme».

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