La manifestazione
Il modello Borgogna per Bolgheri
Castagneto Carducci, la proposta lanciata da Michele Satta che sul tema organizza una tavola rotonda
CASTAGNETO CARDUCCI. Il modello Borgogna. È quello a cui guarda uno dei più longevi produttori della Doc Bolgheri. Discreto e riflessivo, amante della terra e dei suoi prodotti, un vero sostenitore e promotore dell'artigianato agricolo. Così Michele Satta, emigrato in tempi non sospetti da Varese a Bolgheri, inseguendo la passione per la viticoltura, oggi trasmessa ai figli Giacomo e Benedetta, al suo fianco nella conduzione dell’azienda, ha deciso di parlare di questo e altro in un incontro, una “conversazione” come lui stesso ama definirla, che si terrà sabato 16 aprile nella sua cantina in località Vigna al Cavaliere.
La tavola rotonda “Prima la Vigna, la parola ai produttori” con ospiti d’eccezione tra cui Yves Confuron, vignaiolo dell’anno in Borgogna, dell’azienda Domaine Confuron-Cotetidot della Cote de Nuits, Walter Massa di Vigneti Massa dei Colli Tortonesi in Piemonte, Fabio Fantino, Conterno Fantino ancora un’eccellenza piemontese, Marco Casolanetti dalle Marche, azienda Oasi degli Angeli e Gianfranco Fino dalla Puglia.
«Manca la cultura del far vino, il modello che vorrei proporre è quello della Borgogna, il territorio deve essere vino – afferma Satta –. Apro l’attività che ho cresciuto e in cui sono cresciuto per parlare del valore dell’artigianato nel territorio, lo scopo del vignaiolo è interpretare al meglio ogni pezzo di vigneto, nella sua unicità. Deve diventare patrimonio comune con un fruire ininterrotto di idee e scambi per arricchirsi tutti». Che aggiunge: «Bolgheri nella sua breve storia ha vissuto il passaggio del vino da un interesse limitato ad uno turistico-mondiale. Rappresenta un’attrattiva irresistibile per gli amanti del buon vivere anche se pecca, territorialmente, di capacità comunicativa e autocoscienza della qualità. Rilancio – conclude – la priorità della vigna, un po’ in controtendenza con l’orientamento volto al winemaking, sensibile alle confezioni enologiche e le strategie di cantina».
L’altra novità è l’ampliamento della cantina che sarà già a buon punto per agosto, prima della vendemmia, in cui poter ospitare i visitatori. Permesso che il produttore ha dovuto attendere per 5 anni. L’investimento è di oltre i 500.000 euro. «Un atto di coraggio», lo definisce Satta. Una cantina principalmente in legno, che comprende nuove sale, tra cui una polivalente per dar vita ad eventi culturali e proiezioni, un magazzino per la logistica.
«Avendo un valore nominale a Bolgheri – continua Satta – nella mia azienda era necessario ampliare la struttura per fare accoglienza, per dare la possibilità anche a gruppi più numerosi di intraprendere un percorso conoscitivo in cantina. D’altronde, la cantina attualmente era troppo piccola, 700 metri quadri più un capannone nella zona artigianale del paese, rispetto alla storia del mio vigneto: 180.000 bottiglie per 24 ettari».
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