Gas tossico all’Ecomar il sindaco: tenete chiuse le finestre
Operaio intossicato, due case evacuate e strade sbarrate per le operazioni di bonifica, allarme inquinamento
VADA. Paura e allarme a Rosignano, in una giornata convulsa, per una esalazione di gas tossico sprigionatasi dallo stabilimento Ecomar di Vada, in località Polveroni. Un operaio è stato ricoverato al pronto soccorso di Cecina in via precauzionale (è stato dimesso con una prognosi di un giorno), due case evacuate, le strade d’accesso sbarrate per consentire la bonifica. Si è costituito il coordinamento della protezione civile (Centro coordinamento soccorsi) con sindaco, prefetto, questore, comandante dei vigili del fuoco e Arpat. E in serata il sindaco Alessandro Franchi, che dal pomeriggio ha seguito le operazioni di bonifica direttamente in fabbrica, ha diramato un comunicato in cui tranquillizza la popolazione - assicurando che la concentrazione di gas è inferiore ai limiti di rischio - ma al tempo stesso invita i cittadini a tenere chiuse le finestre di casa.
L’innesco è stata una reazione chimica di rifiuti solidi industriali avvenuta in un capannone dell’impianto. Reazione che è durata per molte ore e ha disperso idrogeno solforato, gas velenoso potenzialmente mortale in alte concentrazioni, con operazioni di bonifica difficili che proseguiranno per giorni. Il forte odore di uova marce ha reso l’aria quasi irrespirabile non solo a Vada, ma anche, a causa della direzione del vento, nella zona del comune. E i cittadini allarmati si sono chiusi in casa anche a Castiglioncello e lungo via di Serragrande.
Sul luogo dell’incidente, vista la dispersione nell’aria del gas tossico, sono intervenuti con un grosso spiegamento di mezzi Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia, Arpat, Polizia municipale, tecnici Solvay, Protezione civile e rappresentanti del Comune. Strade chiuse, abitazioni evacuate e tanta preoccupazione dei cittadini per l’odore di uova marce nell’aria hanno reso la giornata da bollino rosso per la frazione del comune di Rosignano. Come detto l’allarme scatta dagli stessi lavoratori Ecomar intorno alle 16 di ieri. All’interno di un capannone nel quale vengono trattati gli scarti di rifiuti industriali, qualcosa è andato storto. Il motivo dovrà essere accertato al termine delle verifiche tecniche. Così come la quantità di gas sprigionatasi nell’ambiente esterno alla fabbrica. I sistemi di controllo dell’azienda fanno registrare valori oltre la soglia di sicurezza, anche se in una misura non elevata. La spiegazione più semplice è che l’insistenza dell’odore è inversamente proporzionale al pericolo. Ovvero se il gas è in forte concentrazione diventa inodore. Nel caso contrario si avverte il puzzo di uova marce.
Da Ecomar parte la chiamata ai Vigili del fuoco. Un primo mezzo arriva da Cecina, mentre da Livorno si muove una squadra operativa e il reparto nucleare, batteriologico, chimico e radiologico. In breve arriva anche l’Arpat. Con i cittadini che iniziano ad allarmarsi. In meno di un’ora vediamo in via dei Polveroni una vera e propria sfilata di camionette dei Vigili del Fuoco, mezzi di Carabinieri e Polizia, auto della Polizia municipale, Arpat e Protezione civile. «Un episodio di questa gravità non è mai capitato, almeno non lo ricordiamo negli ultimi 30 anni», dicono i dipendenti Ecomar. Per questo non sorprende lo spiegamento di mezzi e uomini. All’interno partono le prime verifiche, anche con l’arrivo di tecnici, ingegneri e vigili del fuoco del servizio interno della Solvay. Presto raggiungono Vada anche l’assessore all’ambiente Daniele Donati e il sindaco Alessandro Franchi. La reazione chimica è ancora in corso e serve un reagente per bloccarla, o quantomeno rallentarla. La soluzione studiata è quella della soda caustica, con un camion che arriverà proprio dalla Solvay intorno alle 19.30.
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