La manifestazione
Si provò con un libro ad unire la memoria
GUARDISTALLO. Sono stati diversi i primi cittadini di Guardistallo, e con loro altri personaggi chiave del paese, a cercare una via definitiva verso una sorta di pacificazione storica intorno all’ecci...
GUARDISTALLO. Sono stati diversi i primi cittadini di Guardistallo, e con loro altri personaggi chiave del paese, a cercare una via definitiva verso una sorta di pacificazione storica intorno all’eccidio del 29 giugno1944. L’ultima e più importante risale alla metà degli anni ’90 e portò a commissionare un libro allo storico Paolo Pezzino che facesse luce sulle vicende di Guardistallo.
«Quando ero assessore in provincia a Pisa, nel 1995, incontrai una delegazione, guidata dall’allora sindaco Dino Ceccarelli e nella quale ricordo anche Roberto Tarchi - spiega Aurelio Pellegrini - si avvicinava una commemorazione importante e si voleva fare una ricerca storica per capire finalmente come andarono le cose nei giorni dell’eccidio».
Pellegrini contattò le varie autorità competenti, dal presidente provinciale Gino Nunes oltre fino al rettore dell’università di Pisa. «Ne seguì una prima riunione a Guardistallo proprio con Pezzino - dice Pellegrini - dopo quasi due anni di ricerca, sia sui testi sia con le testimonianze raccolte proprio a Guardistallo, nel 1997 venne pubblicato il libro “Anatomia di un massacro. Controversia su una strage tedesca”. Un testo al quale ne seguì un altro, “Guerra ai civili” che è un punto saldo nella ricostruzione e mappazione delle stragi nazifascite avvenute in Italia».
Testi che, pur chiarendo molto della dinamica dei fatti, non sono riusciti in paese a creare una memoria “condivisa”. Come dimostra il dibattito che si è nuovamente incendiato a meno di due settimane dalla celebrazione della liberazione. (a.b.)
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