Il Tirreno

Stipendi non pagati ai dipendenti sale la protesta alla casa di riposo

di Alessandro Bientinesi
Stipendi non pagati ai dipendenti sale la protesta alla casa di riposo

Castiglioncello. Lavoratori della Grillandini accusano: salari non corrisposti per mesi Celati (Cgil): «Contratti regolari ma pagamenti in contanti, in un caso con un acconto di 1 euro»

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CASTIGLIONCELLO. «Negli ultimi mesi si sono rivolti al nostro sindacato almeno una decina di lavoratori di quella casa di riposo. Alcune vertenze sono già in corso ma per tutti questi casi i problemi riscontrati sono quelli dei mancati pagamenti degli stipendi». A parlare è Barbara Celati, segreteria Cgil di Livorno funzione pubblica. L'istituto per anziani in questione è la casa di riposo Grillandini di Castiglioncello. «I contratti stipulati con i lavoratori da parte della proprietà sono assolutamente regolari - spiega ancora Celati - irregolari, però, sono i pagamenti. Secondo quando denunciato da lavoratori, molti dei quali si sono licenziati per giusta causa proprio per questo problema, vengono fatti degli acconti, inizialmente con degli assegni, negli ultimi mesi in contanti, degli stipendi. In un caso uno di questi acconti era addirittura di 1 euro».

La struttura nel Comune di Rosignano è privata. «Per questo è più difficile agire anche per le vertenze dei vari lavoratori - spiegano ancora dal sindacato - le autorizzazioni per l'apertura, comunque, vengono dal pubblico, quindi Comune e commissione mista con Asl e Nas. Chiaramente le autorizzazioni non sono legate alle condizioni di lavoro, ma c'è il rischio che se tutti i lavoratori si licenzino che gli ospiti, al momento 16 all'interno della casa di riposo Grillandini, possano restare senza assistenza».

I problemi per i dipendenti della casa di riposto arriverebbero anche una volta chiuso il contratto di lavoro. «In questo momento otto lavoratori si sono rivolti al nostro sindacato - spiega ancora Celati di Cgil - alcuni hanno già avviato delle vertenze, visto che nessuno ha ricevuto una volta ottenuto il licenziamento per giusta causa la liquidazione prevista per legge». Come detto sono circa una decina, ma solo negli ultimi mesi, i dipendenti che hanno avuto ritardi nei pagamenti. «Otto sono già venuti nei nostri uffici a Livorno, ma altri due casi sono emersi proprio in questi giorni - dicono da Cgil - di questi sei sono straniere e altre quattro italiane».

Alcuni ex lavoratori confermano le indicazioni del sindacato, come Irina Kozhevnikova, una ragazza russa che vive in Italia da tempo. «Ho lavorato come cuoca alla casa di riposo Grillandini, assunta con contratto a tempo indeterminato, per un anno dal novembre 2015 al novembre 2016 racconta - l'ultimo stipendio mi è stato pagato nell'agosto 2015, ma mai seguendo il mio contratto di lavoro e con acconti versati il più delle volte in contanti».

La sua è soltanto una delle tante storie legate ai presunti ritardi e irregolarità nei pagamenti dei dipendenti della Rsa di Castiglioncello. «Da contratto il mio stipendio mensile sarebbe stato di circa 1200 euro, ma sempre ricevevo un acconto di 100, 200, al massimo 300 euro - spiega Irina - ho avviato una vertenza con la Cgil di Livorno, ma sono stata anche all'Asl per denunciare le carenti condizioni igienico sanitarie della cucina della Rsa dove lavoravo. Ad ottobre scorso sono stata anche a casa di Tiziana Franchi per chiedere i miei soldi, lei ha chiamato i Carabinieri per farmi allontanare. In più mi ha detto, insieme al fratello, di licenziarmi pure, tanto, cito testualmente, a voi stranieri non danno ascolto».

Accuse pesanti e da varificare fino in fondo alle quali si associa anche una ragazza italiana, Mariam Tonelli. «Ho studiato infermieristica all'università e una volta concluso il percorso accademico ho inviato il mio curriculum a diverse strutture pubbliche e private - spiega Tonelli - poco dopo sono stata assunta a tempo indeterminato alla casa di riposo Grillandini ma di un anno di lavoro, tra il 2014 e il 2015, ho visto gli stipendi soltanto per 6 mesi. Tiziana Gori attribuiva i ritardi ai mancati pagamenti delle rette dei pazienti. Alla fine, però, mi sono licenziata per giusta causa e ora mi sto muovendo con il sindacato per la vertenza».

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