Spese e mutuo l’ex assistente rompe il silenzio e chiede giustizia
CECINA. «Vivo a Cecina da quasi dieci anni e ho una figlia di venti che studia giurisprudenza a Pisa. In Moldavia mi sono laureata in ingegneria tessile. Ma da quando sto in Italia mi sono adattata a...
CECINA. «Vivo a Cecina da quasi dieci anni e ho una figlia di venti che studia giurisprudenza a Pisa. In Moldavia mi sono laureata in ingegneria tessile. Ma da quando sto in Italia mi sono adattata a fare qualsiasi tipo di lavoro pur di garantire un futuro a mia figlia. Ho fatto la badante per tanti anni, ho lavorato come cameriera e anche come casaro in un caseifico. Da quattro mesi avevo trovato lavoro come operatore socio assistenziale alla casa di riposo Grillandini ma praticamente, escludendo un piccolo acconto, non sono mai stata pagata. E ora non voglio che quello che è successo a me capiti ad altre persone». Veronica Cajba ufficialmente è ancora una lavoratrice della Grillandini, anche se al momento in ferie forzate per i prossimi giorni. «Ho un muto di 420 euro da pagare e tutte le spese, non posso ricevere un acconto di 162 euro, poi 300 euro e altri 300 ancora - spiega Cajba - ho bisogno di lavorare e sono straniera. Questo, però, non fa di me una persona disposta ad accettare una situazione del genere. Conosco tutte le altre dipendenti della casa di riposo e capisco la loro paura nel denunciare tutti i disagi che abbiamo noi lavoratori. Molte ragazze vengono da vari paesi africani e il contratto di lavoro serve per restare in Italia».
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