Sicurezza
Per un’ecografia alla spalla l’attesa è di un anno
Cecina, esce dal pronto soccorso con la richiesta, al Cup lo rinviano a marzo 2017
CECINA. Avrebbero dovuto rivedersi a distanza di un anno. All’ospedale di Cecina rischia di essere il tempo la principale medicina. Una cura imposta. L’attesa che intercorre tra il malessere e la data degli esami. Per un’ecografia alla spalla prescritta dall’ortopedico di turno al pronto soccorso il 7 aprile la prima data utile sarebbe a marzo 2017. Eppure, Marcello Belcari racconta che al termine della visita l’ortopedico lo aveva salutato con l’impegno di stabilire la terapia più indicata sulla scorta dei riscontri dell’ecografia.
«Mi sono recato al Cup dell’ospedale di Cecina l’8 aprile per prenotare una ecografia alla spalla sinistra che mi era stata prescritta il giorno precedente dall’ortopedico di servizio al pronto soccorso – dice Belcari –. Con tanto di impegnativa mi presento al Cup. “Per l’ecografia alla spalla la posso prenotare non prima del mese di marzo 2017”. Pensavo avesse sbagliato l’anno, guardi che marzo è già passato. “No le ho detto marzo 2017”».
Undici mesi per una ecografia alla spalla, questo il tempo di attesa all’ospedale di Cecina. «Per fare l’esame più rapidamente avrei potuto accettare la prenotazione Piombino – afferma –. Ma con una spalla malconcia e dolente ho rinunciato non mi sentivo di guidare la macchina per 100 chilometri, l’ecografia la farò da un privato». Un finale dall’esito scontato e che mette in luce per l’ennesima volta i limiti di un sistema che funziona a ritmi incomprensibili, specie se confrontati con la capacità di risposta del privato.
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Undici mesi per avere una ecografia. «Questa è una vicenda da quinto mondo per dire come a Cecina siamo lontani da uno standard accettabile nella cura dei pazienti – afferma Belcari –. Il problema mai risolto delle liste d’attesa negli ambulatori pubblici ormai è un fatto cronico, a Cecina è endemico cioè non più curabile perché non si vuol curare».
Il problema delle liste d’attesa pare essersi aggravato. Almeno stando agli ultimi dati pubblicati dall’Azienda sanitaria, che fanno riferimento allo scorso febbraio. I giorni in lista per una visita specialistica dai 97 di media del primo mese del 2016 sono passati ai 111 del mese scorso. Non solo, anche rispetto ad un anno fa i tempi si sono allungati da poco più di tre mesi del 2014 fino alle soglie dei quattro mesi di oggi. Il caso più evidente è quello della mammografia: a gennaio servivano 526 giorni, adesso si sfiorano i 596. Sopra i 300 giorni di attesa, invece, l’ecografia di capo e collo (306), mentre ne servono 250 per una visita endocrinologica (250). Va detto, però, che questi ultimi due esami, così come altri come la Tac all’addome e la visita oncologica, hanno visto ridursi nell’ultimo mese la lista dei pazienti in coda.
Peggioramento anche nell’Ecg holter che passa dai 125 giorni di gennaio ai 149 di febbraio (più 24 in un mese). Servono oltre sette mesi e mezzo, esattamente 232 giorni, per avere una spirometria. Non va meglio con la visita cardiologica, passata dagli 88 giorni di attesa del primo mese del 2016 ai 104 di febbraio. Si avvicina ai 100 giorni, invece, la visita allergologica (da 79 a 94), mentre per una visita pneumologica fino a due mesi fa si veniva messi in una lista di attesa lunga oltre cinque mesi, ora si supera abbondantemente i sei mesi e mezzo. Addirittura 232 giorni di attesa per la spirometria che ne richiedeva comunque 215 fino a gennaio scorso. L'ecodoppler dei vasi periferici passa da 157 a 180 giorni, mentre quello dell'aorta sfonda il muro dei 200 giorni.
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