Il dolore
La sicurezza partecipata in consiglio comunale
La proposta in una mozione di Forza Italia che sposa il modello anglosassone Tenerini: «La microcriminalità locale sta raggiungendo livelli preoccupanti»
CECINA. Gli abitanti di una zona che si controllano a vicenda per scongiurare furti e truffe. E contatteranno le forze dell’ordine segnalando, in maniera dettagliata e tempestiva, auto e persone sospette. Un modello di sicurezza partecipata. È ciò che propone Forza Italia con la mozione in cui chiede l’istituzione di incontri informativi tra cittadini e forze dell’ordine. E ciò come primo passo verso il controllo di vicinato.
Il coordinamento cecinese di Forza Italia propone un modello concreto di sensibilizzazione sociale, ben descritto nella mozione che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale e che vedrà come relatore il consigliere forzista Antonino Vecchio, ex maresciallo aiutante dei carabinieri in congedo. «Un percorso informativo e formativo, che consenta di preparare i cittadini a riconoscere le dinamiche di un fenomeno che, sempre più, sta assumendo la veste di criminalità organizzata e non di evento occasionale – afferma il coordinatore di Forza Italia di Cecina Chiara Tenerini –. In ragione dell’interesse suscitato nei cittadini, si potrà valutare la possibilità di attuare lo specifico programma di “Controllo del vicinato”, con puntuale e dettagliata definizione delle modalità di svolgimento della “Sicurezza partecipata”, modello di partecipazione sociale alla sicurezza da molti anni sperimentato con successo nei paesi di cultura anglosassone».
Tenerini presenta così l’iniziativa sulla sicurezza «al fine di tentare contrastare e arginare il fenomeno sempre crescente della microcriminalità locale che sta raggiungendo livelli di pericolosità sociale molto preoccupante». E prosegue: «Il forte senso di abbandono che i cittadini avvertono di fronte agli oramai tantissimi furti nelle proprie abitazioni private, non trova risposte concrete da parte delle istituzioni comunali».
Secondo Chiara Tenerini, i limiti istituzionali che «oggettivamente hanno le autonomie locali per contrastare questi fenomeni, possono essere superati solo attraverso un coordinamento con le forze dell’ordine, di polizia e con le autorità centrali e con specifici progetti informativi e formativi che coinvolgano attivamente i cittadini». E conclude: «Per questo, su un tema così importante proponiamo un modello concreto di sensibilizzazione sociale che è ben descritto nella mozione».
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