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Bagno Leonardo tra caos e degrado

Bagno Leonardo tra caos e degrado

Bibbona, la struttura trasformata in discarica a cielo aperto Rugo: «Nulla si è mosso per porre fine a questa vergogna»

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BIBBONA. C’è un po’ di tutto. I frigoriferi per i gelati dismessi e aggrediti dalla salsedine. Le colonne in cemento armato ormai cadenti. Bombole del gas abbandonate, insieme a cumuli di rifuti che con il tempo hanno contribuito a marcare lo sfascio del Bagno Leonardo. La struttura acquisita al patrimonio pubblico sembra resistere anche alla sentenza del Consiglio di Stato in base alla quale deve essere demolita.

A riaccendere i riflettori sullo stabilimento sul lungomare di Marina di Bibbona è il capogruppo di Responsabilità civica Massimiliano Rugo. Dopo mesi di segnalazioni scritte trasmesse al Comune di Bibbona per rappresentare lo stato di totale abbandono e degrado in cui versa l’ex stabilimento balneare «nulla si è mosso per porre fine a questa condizione di vergognosa mala gestione di questo bene – dice Rugo – che, ricordiamo essere di proprietà comunale».

L’accusa del capogruppo di Responsabilità civica Massimiliano Rugo è netta. «Un comportamento doloso quello dell’amministrazione delle telecamere finte – afferma –, che ha ottenuto ciò che voleva, ridurre in macerie una delle strutture balneari più belle di Marina di Bibbona al precipuo scopo di creare un alibi, quello di demolirlo e magari ricostruirlo ex novo».

L’esponente dell’opposizione bibbonese rispolvera uno degli ultimi atti della giunta guidata da Fiorella Marini. «Nell’ultimo consiglio comunale guidato dall’allora sindaco Marini nel 2014, venne votata a maggioranza la sua demolizione per il mancato interesse di pubblica necessità». E sottolinea: «A nessuno importa se lo stabilimento completamente attrezzato e funzionante era praticamente nuovo, del valore economico dell’immobile e dei suoi accessori andati distrutti. La struttura, magari, poteva essere affidata ad una associazione che la potesse utilizzare per scopi assistenziali, magari per portarci al mare gli anziani se non i disabili».

Muri franati, vetri a terra e bombole del gas arrugginite. Il tutto dentro un’area abbandonata, priva di controllo e dove chiunque, anche un ragazzino, può entrare al rischio della propria incolumità. «Senza considerare che subito accanto vi è il Bagno Venere – conclude Rugo –, vittima di una amministrazione comunale che è solo buona a chiedere i tributi comunali, magari una Tari molto sostanziosa mentre accanto ha una discarica a cielo aperto, una discarica comunale».

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