Il Pd rifiuta il congresso contestati i commissari
Nell’assemblea di mercoledì respinta la proposta del segretario provinciale e dei due coordinatori Ciampini e Mirabelli. Bacci: tutto rinviato a dopo l’estate
CECINA. Dopo aver macinato quattro segretari in un anno e mezzo, il Pd cecinese sbatte la porta anche ai commissari nominati lo scorso novembre dopo le dimissioni di Filippo Costalli. È successo all’assemblea di mercoledì, convocata dalla Federazione per tirare le file di questi mesi di “terra di mezzo”: dopo lo schiaffo di Costalli, il partito infatti è stato affidato a un gruppo di traghettatori esterni. Il segretario di Federazione Lorenzo Bacci e i consiglieri Alessio Ciampini e Federico Mirabelli, con il supporto di Sandra Scarpellini (per gli enti locali).
Obiettivo dichiarato dallo stesso Bacci, supportato dal vicesegretario regionale Antonio Mazzeo: traghettare il partito fuori dalla crisi, fino al rinnovo degli organi dirigenti locali. Il momento sembrava maturo, così mercoledì sera è stata convocata l’assemblea degli iscritti alla Guido Rossa e Bacci, insieme a Ciampini e Mirabelli, ha illustrato il programma: convocare il congresso nel mese di maggio, con due date a disposizione, il 15 o il 22. Una domenica per votare e uscire dall’impasse.
Ma la risposta dell’assemblea cecinese è stata di tutt’altro avviso. Nessun congresso il mese prossimo, perché le condizioni - a detta degli intervenuti - non sono cambiate. In altre parole la crisi non è finita. E non ci sono candidature per la nuova segreteria.
Una sconfessione per i commissari e per la Federazione, che è stata messa sotto accusa. Riuscendo a compattare le diverse e litigiose anime del partito cecinese, che su questo punto hanno trovato una convergenza. Che cosa è stato fatto in questi mesi per uscire dalla crisi? È stato il leit motiv della serata.
Tanti gli interventi, dall’ex segretario Benedetto Roventini (uno dei quattro segretari fagocitati, con Nicola Imbroglia, Alessandra Meini e Filippo Costalli) a Vincenzo Argentieri, a Luna Biondo. Tanti interventi e di rappresentanti delle varie correnti. Ma stavolta la risposta è stata unanime: non è ancora il momento di andare al congresso, i tre saggi esterni non hanno risolto, in questi mesi, le situazioni di conflittualità interna e non hanno affrontato i temi politici più sentiti sul territorio, a partire dal punto cardine della sanità, allo sviluppo turistico, in collaborazione stretta con i segretari di circolo.
Qualcuno, come il capogruppo Imbroglia, ha cercato di mediare. Ma il clima ormai era incandescente. Non è stata ancora digerita la chiusura della sezione Marina-Centro. Il segretario del circolo di Palazzi Carlo Ceccarelli si è detto intenzionato a dimettersi. E non sono mancate le polemiche sull’iniziativa “personale” di un membro del direttivo per i nuovi tesseramenti. Ci sarebbe stata la richiesta di una ventina di tessere, un’operazione che è stata vista come un tentativo di “scalata” verso la segreteria.
Bacci ha replicato che i traghettatori hanno trovato a Cecina una situazione difficile, quasi impossibile da gestire ed hanno cercato di ridare una guida locale al partito. Ma non hanno trovato terreno fertile per una collaborazione.
Ha quindi accettato di posticipare il congresso, da maggio a fine estate. E in questo periodo ha proposto di organizzare una serie di 3, 4 incontri tematici.
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