Attenzione
I genitori dell’asilo Modì «Una struttura dimenticata»
ROSIGNANO. I genitori dei bambini che frequentano la scuola d’infanzia Modì chiedono all’assessore Piero Nocchi e alla giunta spiegazioni sul fatto accaduto tra il 5 e 6 marzo scorso nella scuola:...
ROSIGNANO. I genitori dei bambini che frequentano la scuola d’infanzia Modì chiedono all’assessore Piero Nocchi e alla giunta spiegazioni sul fatto accaduto tra il 5 e 6 marzo scorso nella scuola: «lo sversamento di liquami da uno dei pozzetti presenti nel giardino dove i bambini giocano abitualmente». Una situazione che Stefano Montagnani (uno dei genitori) definisce «inaccettabile e di difficile giustificazione anche in una situazione normale. Ma qui c’è recidività e la cosa acquista tutta una connotazione ancora più grave, quella della presa in giro e questo è inaccettabile». La questione è stata posta all’attenzione di tre consigliere comunali di minoranza, Silvia Gesess, di Sul, Elisa Becherini e Silvia Mancini dei 5 Stelle. Scrive Montagnani, che ricorda anche che i bambini a novembre sono rimasti per giorni al freddo: «Da alcuni anni i genitori chiedono all’Amministrazione che venga sistemato il giardino divenuto impraticabile, dopo anche solo poche gocce di pioggia, visto che l’erba è ormai un ricordo e dove i bambini correndo cadono provocandosi abrasioni, mentre un manto erboso rigoglioso ammortizzerebbe la caduta». Montagnani ricorda di essersi prodigato nel 2014 «producendo preventivi con ditte private e sottoposte all’attenzione dell’assessore Donati per il rifacimento del manto erboso o cercando altri tipi di soluzioni, ma con la scusa del patto di stabilità l’amministrazione non ha mai fatto niente». Aggiunge Montagnani: «Qualche genitore tra cui il sottoscritto si attivò facendo arrivare il problema nell’ufficio del sindaco il quale all’inaugurazione del murales esposto all’ingresso del plesso fece promesse di rifacimento dei bagni per risolvere il problema, ma eravamo sotto elezioni amministrative. Niente si è mosso al Modì, dove intanto è aumentato il numero dei bambini, un’ottantina in una struttura nata negli anni 70 per 36 bambini, e che spesso non possono uscire per impraticabilità del giardino. E siamo arrivati al 2016, anno di disgrazie per il plesso di via Vittorio Veneto, il quale incamera un giardino motoso e inutilizzabile e un impianto fognario che fa acqua, anzi bottino, da tutte le parti».
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