Toscana
Cittadella, rilievi in punta di regolamento
San Vincenzo, il Meet up storico del Movimento 5 Stelle sulla gestione e il locale cucina abusivo
SAN VINCENZO. Una tenda tra l’ingresso e l’entrata della sala della Cittadella delle associazioni per mantenere costante la temperatura del locale durante le attività giornaliere e notturne. Lo ha chiesto, verbalmente, il presidente dell’associazione Comunque giovani (gestrice della sala), Luciano Mannucci, al Comune di San Vincenzo. E l’ente, con determina del 23 febbraio, ha acquistato la tenda per 439,20 euro. Sul fatto, e sulla cucina abusiva attiva per anni nell’edificio di proprietà comunale, interviene il Meet up storico del Movimento 5 Stelle di San Vincenzo.
«Dopo le discussioni in consiglio – afferma il Meet up – che hanno prodotto accuse a carico di Comunque giovani per aver effettuato cene ed eventi con una cucina non regolarmente autorizzata, il presidente della stessa ha chiesto e ottenuto un contributo per l’installazione di una tenda blu tra l’ingresso e l’entrata della sala per mantenere la temperatura del locale costante. L’articolo 4 sull’affidamento in gestione della sala polivalente dice che il principio generale è che dalla gestione stessa non possa derivare un lucro per il gestore. Pertanto gli introiti per l’uso della sala che non siano necessari a coprire i costi di gestione della sala stessa devono essere reinvestiti nella sala polivalente o per migliorarne la struttura e le attrezzature, o per lo svolgimento di manifestazioni».
In breve, secondo il regolamento citato dal Meet up, non doveva essere il Comune a spendere quei 439 euro. «Il regolamento della Cittadella – prosegue il Meet up –, se da un lato al Comune impone la manutenzione straordinaria, dall’altro non parla di aggiunte ma solo di reintegro degli arredi e delle attrezzature, di mantenimento a norma degli impianti e delle condizioni di agibilità dei locali». Per quanto riguarda la cucina abusiva, il Meet up cita l’articolo 6. «Nello statuto – affermano gli attivisti – si parlerebbe all’articolo 6 di cucina e la sua alimentazione. Quindi un locale per produzione e cottura di cibo è ed era previsto. Ma questa cucina, di cui si dice abbia prodotto ristorazione per molti, perché non è stata denunciata prima di essere messa in funzione? Intanto l’amministrazione prepara il nuovo bando di gara per l’affidamento della Cittadella, che ha bisogno di 8 mesi per essere partorito. A detta della maggioranza, la Cittadella viene maggiormente richiesta e utilizzata da ottobre ad aprile e i tempi per l’espletamento delle necessarie procedure per il nuovo affidamento in gestione dell’impianto avrebbero creato disagi agli utenti». L’articolo 5 riporta che la comprovata incuria da parte dell’associazione aggiudicataria nel corretto mantenimento dei locali assegnati e la mancata osservanza della convenzione e/o del regolamento costituiscono motivo di decadenza della convenzione stessa. «In ogni caso il problema non sussiste, visto che il regolamento, sempre all’articolo 5, prevede un cambio di gestione obbligatoria: ciascuna convenzione ha una durata massima di tre anni e può essere rinnovata per un solo ulteriore triennio con apposito atto della giunta. Viene da pensare, quindi, che se il regolamento può essere stato violato, avendo in qualche maniera prodotto lucro con un’attività di ristorazione senza permesso in un bene pubblico, la decadenza della convenzione, inclusa l’incandidabilità di quest’associazione al prossimo bando sarebbero state inutili».
Paolo Federighi
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