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verso il voto

Nasce il comitato Stop trivelle

Nasce il comitato Stop trivelle

Iniziative in centro per informare sul referendum del 17 aprile

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CECINA. “Il mare è nostro. Il 17 aprile vota sì”, si legge sul manifesto attaccato alla ringhiera che costeggia i bagni Girasole a Marina di Cecina. La mattina del 6 aprile, in largo Cairoli, i componenti del comitato Stop alle trivelle della Bassa Val di Cecina hanno lanciato l’appello alla cittadinanza, affinché si presenti alle urne domenica 17 aprile per il referendum ed esprima una preferenza.

Giovanni Riccucci, il coordinatore, ha ricordato che a comporre il sodalizio ci sono anche forze politiche come il Movimento 5 Stelle, Legambiente, Greenpeace, il Partito socialista di Cecina e altre associazioni. «È meglio ricordare – hanno detto a una voce – che si voterà soltanto un giorno, ossia domenica 17, dalle ore 7 alle 23. Non tutti lo sanno: per questo abbiamo distribuito volantini rispondendo ad ogni domanda. Abbiamo però visto che l’interesse cresce».

Anche se, hanno proseguito, l’informazione manca. Addirittura il governo, sottolineano, invita all’astensione. Soltanto con gli episodi degli ultimi giorni, legati alle vicende del petrolio, l’argomento è tornato di attualità. E, almeno, la gente ne discute provando ad approfondire. Con Riccucci, erano presenti Angelo Ferrara, Clara Carotenuto, Giulia Torrini, Stefano Antonini e Rosanna Farinetti che martedì 12 aprile saranno al mercato cittadino con un banchetto. Questo sabato 9 aprile nella zona pedonale e domenica 10 organizzeranno una catena umana sulla spiaggia a partire dalle ore 15.

Come in Puglia. La chiusura della campagna referendaria è in programma venerdì 15 aprile nella zona pedonale vicino al duomo. Sarà una festa, con musica e qualche sorpresa, affinché la gente si avvicini e chieda informazioni dettagliate, oppure ponga domande.

«Votiamo sì – hanno affermato – contro il rinnovo delle concessioni fino all’esaurimento dei giacimenti senza controlli». Questo, in poche parole, il pensiero del comitato, che si pone pure un altro quesito: una volta completato il lavoro, come sarebbero dismesse le piattaforme?

Intanto, se vincerà il sì, per i promotori arriverebbe un segnale al governo per dare luogo a una riflessione sull’utilizzo delle energie alternative. Un’idea stuzzicante, che aprirebbe un fronte nuovo, di cui molti esperti e non solo parlano da tempo per garantire al Paese una prospettiva di crescita diversa. Inoltre, ed è stato l’ultimo punto discusso nella piazza di largo Cairoli, nel caso in cui ci fossero problemi alle strutture in mare aperto, come evitare disastri ambientali? Un altro aspetto non trascurabile, da tenere in considerazione per i referenti del comitato Stop alle trivelle della Bassa Val di Cecina in quanto legato al turismo, risorsa strategica per la nostra costa e l’Italia intera.

Michele Falorni

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di Redazione web