Il Tirreno

«Le insegne un pretesto per un attacco politico»

di Anna Cecchini
«Le insegne un pretesto per un attacco politico»

Bartalesi e Garzelli (Pd) rispondono al Movimento 5 Stelle sul caso dei cartelloni non autorizzati: «Non siamo evasori, dato che il rinnovo non prevede pagamenti»

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ROSIGNANO. «Noi siamo corretti, non abbiamo evaso alcun pagamento». Parola di Francesco Bartalesi, segretario dell’Unione comunale Pd, che interviene a seguito della notizia delle multe emesse a carico di tutte le sezioni Pd e dei circoli Arci presenti sul territorio. Multe relative alla mancata richiesta di rinnovo delle autorizzazione per esporre le insegne esterne, e che hanno comportato sanzioni: 422 euro a cartellone (pagate da tutti in misura ridotta, cioè 295,40 euro, entro i 5 giorni previsti dalla legge).

«Prima di tutto - spiegano Bartalesi e il tesoriere del Pd Massimo Garzelli - esprimiamo solidarietà ai circoli Arci, coinvolti in questa vicenda che non è altro che un attacco politico». I due rappresentanti della segreteria del Pd puntano il dito contro il Movimento cinque Stelle. È stata infatti la consigliera Elisa Becherini che, facendo una richiesta d’atti sulla regolarità autorizzativa delle insegne delle sedi Pd e Arci, ha avviato il percorso che ha portato i vigili urbani a effettuare i controlli e quindi a sanzionare tutti i circoli del partito e dell’associazione socio-culturale.

«Becherini - taglia corto Bartalesi - non ha capito bene, non siamo evasori». Gli fa eco Garzelli: «La richiesta di rinnovo dell’autorizzazione - dice il tesoriere Pd - non implica alcun pagamento. È una semplice domanda con marca da bollo, quindi non abbiamo evaso alcun pagamento. Semplicemente c’è stata una dimenticanza nel chieder il rinnovo autorizzativo per le insegne, e dato che per questo ritardo è prevista una sanzione l’abbiamo pagata regolarmente, noi come i circoli Arci. Becherini, da consigliera, dovrebbe conoscere meglio le normative».

Poi l’attacco politico. «Questo modo di fare non ci appartiene - prosegue Garzelli - Noi abbiamo espresso solidarietà al sindaco di Livorno Nogarin per i brutti episodi che lo hanno coinvolto, invece qualcuno del M5S di Livorno dice “Il Pd deve morire”. A noi questo metodo non piace, se il confronto politico deve essere su questo piano, noi non ci stiamo». Anche Bartalesi sottolinea come «fare una richiesta di accesso atti solo per sedi Pd e Arci è un attacco politico. Noi possiamo anche essere abituati, ma fare una cosa del genere all’Arci, che si occupa di sociale, ci sembra fuori dal mondo». «Noi lezioni di moralità da Becherini non ne prendiamo. Rivendichiamo la nostra moralità», mette in chiaro Garzelli.

Il segretario e il tesoriere del Pd, in tutta risposta al percorso che ha fatto scattare la consigliera grillina, sottolineano la correttezza del loro partito. «Se prendiamo in affitto una sala conferenze - dicono - noi la paghiamo regolarmente, anche se potremmo non pagare semplicemente inserendo come motivazione che si tratta di una iniziativa legata all’attività del consiglio comunale. Abbiamo tutte le fatture di questi pagamenti».

Una sottolineatura che suona tanto come un’accusa verso il M5S. «Noi paghiamo, se altri fanno lo stesso non lo sappiamo», chiude Garzelli.

Quanto ai controlli dei vigili urbani, Bartalesi sottolinea che «a loro non si può dire nulla, hanno fatto e fanno il loro dovere. L’esagerazione è dei Cinque Stelle, di questo passo si rischiano controlli continui a tutte le attività con insegna. praticamente i commercianti dovrebbero mettersi tutti a controllare le loro insegne con un calibro. Si innesca un clima da panico».

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