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Rocchi al governo

Caro-energia interrogazione su Solvay

ROSIGNANO. Cosa intende fare il governo per sostenere l’efficientamento delle infrastrutture energetiche nel polo industriale Solvay a Rosignano? Lo chiede la deputata Pd Maria Grazia Rocchi in un’int...

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ROSIGNANO. Cosa intende fare il governo per sostenere l’efficientamento delle infrastrutture energetiche nel polo industriale Solvay a Rosignano? Lo chiede la deputata Pd Maria Grazia Rocchi in un’interrogazione firmata con altri due deputati del Partito democratico Guglielmo Epifani e Lorenzo Becattini, rivolta al ministro dello Sviluppo economico. L’interrogazione ricorda che la Regione Toscana ha incluso il comune di Rosignano Marittimo tra le aree di crisi, prevedendo un accordo di programma in cui il governo si impegna a promuovere condizioni di efficientamento energetico e realizzare nuove iniziative industriali volte a migliorare le condizioni ambientali del territorio e la sicurezza innalzando la competitività dell’apparato produttivo.

Si sottolinea, in particolare, l'attività della società Solvay, che alimenta in modo costante «filiere produttive, strategiche nel panorama produttivo italiano». Si citano poi i risultati presentati in un convegno tenuto a Rosignano il 28 gennaio scorso che stimano «l'opportunità di nuovi investimenti privati in 100 milioni di euro».

Si ricorda inoltre che «la possibilità di mantenere e consolidare, nei prossimi anni, la competitività conseguita è legata alla sostenibilità dei costi energetici». Attualmente il sito beneficia dei vantaggi del sistema CIP 6/92 attraverso la centrale termoelettrica a cogenerazione Rosen, del gruppo Engie, che andrà però in scadenza nel maggio 2017. Si chiede quindi se «sia stato valutato l'impatto del costo dell'energia e le possibili ricadute sul sistema industriale di Rosignano e dei settori produttivi collegati, riconducibili alla scadenza del sistema CIP 6/92; quali iniziative, anche normative, possano essere attivate per arginare una possibile e rapida perdita di competitività che minerebbe in maniera rilevante il raggiungimento delle finalità dell'accordo di programma per il rilancio dell'area costiera livornese».

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