Il Tirreno

La rabbia dei sindacati: «Rea è allo sbando»

La rabbia dei sindacati: «Rea è allo sbando»

Chiesto un incontro urgente a Franchi: «Azienda in dismissione, conseguenti carenze nei servizi»

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ROSIGNANO. I sindacati di Rea servizi puntano il dito contro quello che considerano «uno stato di dismissione, ormai da un anno». E scrivono i sindaci degli enti proprietari i Rea, e al presidente dell’azienda che si occupa di raccolta e gestione dei rifiuti. «Non possiamo esimerci dal rilevare e rendere noto - scrivono Pietro Gambino Cgil coordinatore Rsu, Claudio Sodano Uil Trasporti e Filippo Ferrari Fiadel - che la Rea servizi vive in uno stato di latente dismissione, avendo trasferito molte figure professionali ad altra dipendenza (Rea Impianti) e risultando priva di vera, competente ed assidua direzione, così come risulta palese la disattenzione degli enti proprietari e l'omissione dei necessari investimenti che stanno lentamente ma inesorabilmente portando alla paralisi funzionale». Parole pesanti, che indicano un evidente stato di insoddisfazione dei dipendenti. «Assistiamo al degrado degli impianti e dei mezzi, così come rileviamo l'assunzione di poteri da parte di soggetti non titolati e neppure professionalmente adeguati, i quali confondono l'arroganza con la competenza, arrivando pure al punto di violare gli accordi sindacali, fino al punto di costringerci ad ipotizzare la dichiarazione dello stato di agitazione vista anche la latitanza aziendale».

Nella lettera si fa presente che il sindacato sta lamentando da tempo le carenze di organico «impropriamente coperte con lavoratori part time e precari, dei quali torniamo a chiedere il giustificato riscontro delle istanze o il consolidamento occupazionale, riservandoci altrimenti di doverli tutelare in altre sedi». Poi l’informazione ai cittadini. «Le progressive carenze rilevabili nel servizio - scrivono i sindacalisti - non possono che essere imputate alla latitanza aziendale nonostante l'impegno delle maestranze ed i continui appelli al confronto da parte delle organizzazioni sindacali. Chiediamo un immediato confronto agli enti proprietari, primo fra tutti al sindaco di Rosignano».

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