La manifestazione
Stradone della Torre, residenti in rivolta
Vada, nuova petizione contro la decisione del Comune di chiudere un tratto di via Belvedere
VADA. Guerra aperta contro la decisione di chiudere il tratto nord di via Belvedere, quello che si immette sullo stradone della Torre. Il Comune ha annunciato l'intervento nei giorni scorsi e già dal giorno di pasquetta i residenti hanno avviato una raccolta firme contro quella che additano come una decisione sconsiderata.
La decisione dell'amministrazione è legata alla pericolosità della strada provinciale numero 13, conosciuta come stradone della Torre: un rettilineo che unisce la frazione di Vada con la via Emilia e viene usato non solo dalla gente del posto e dai titolari di terreni e attività economiche del posto, ma anche dai turisti che, uscendo dalla Variante Aurelia, raggiungono la frazione balneare.
La prima petizione. La pericolosità di via della Torre è già stata evidenziata a fine gennaio dai cittadini, che hanno organizzato una petizione per chiedere la realizzazione di adeguate rotatorie. «La necessità - si legge nel documento di gennaio - della rotatoria all'incrocio con via Belvedere era già stata evidenziata in passato anche dalla stessa Provincia, che aveva previsto la sua realizzazione a breve tempo ma che tutt'ora. A distanza di anni da progetto, non si vede soluzione». I firmatari insistono sulla necessità della messa in sicurezza del lungo rettilineo che da Vada arriva alla ss 206, dato che "a quell'incrocio in questi ultimi anni si sono verificati numerosi incidenti stradali, con ben 7 morti e numerosi feriti". Pochi giorni dopo, il 4 febbraio, l'ennesimo incidente mortale all'incrocio tra via della Torre e lo stradone Belvedere. Lo scontro in cui ha perso la vita Fabrizio Lami, vadese che era a bordo della sua Ape, ha chiaramente riacceso le polemiche sulla pericolosità dello stradone. Con la conseguente richiesta, da parte dei cittadini, di interventi veloci per la messa in sicurezza del rettilineo.
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Guasto il semaforo all'incrocio. A metà marzo, quando ancora i residenti non avevano avuto notizie in merito alla riqualificazione dello stradone della Torre, l'ennesima beffa. Nessuna potatura delle piante agli incroci più pericolosi, né manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale. Anzi, i residenti della frazione hanno fatto presente che da alcuni giorni era in tilt anche il semaforo a luce intermittente posizionato sullo stradone per segnalare l'intersezione pericolosa con lo stradone Belvedere. In pratica l'impianto elettrico, invece di lampeggiare (per segnalare un incrocio pericoloso), emetteva una luce continua. E ciò, è chiaro, non serviva aiuta certo a migliorare il livello di sicurezza di quello che in molti considerano lo stradone-killer.
La rivolta dei residenti. Pochi giorni fa la notizia che i Comune chiuderà il tratto nord dello stradone Belvedere, che non convince le persone che ogni giorno utilizzano lo stradone della Torre. Così, già dal giorno di pasquetta, residenti e titolari di agriturismi e aziende agricole hanno avviato una seconda petizione.
Per molti il percorso di collegamento con l'area a nord di via della Torre, con il blocco dello stradone Belvedere, è farraginoso e pericoloso, dato che la strada che passa sotto al cavalcaferrovia è stretta, e non permette che due mezzi passino contemporaneamente in modo agevole.
Oltretutto il timore è che la chiusura del segmento nord di via Belvedere non sia temporanea ma diventi fissa e che la rotatoria tra via della Torre e lo stradone Belvedere (di competenza della Provincia) non venga mai realizzata. Da qui la decisione di raccogliere le firme con l'obiettivo di chiedere un incontro urgente all'assessore alle manutenzioni Piero Nocchi, per esprimere la contrarietà alla soluzione scelta dal Comune e presentare idee alternative per migliorare la sicurezza lungo lo stradone-killer e, allo stesso tempo, garantire una viabilità corretta.
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