Il Tirreno

Chiuso il Bar Sport dall’inizio del ’900 il fulcro del paese

Chiuso il Bar Sport dall’inizio del ’900 il fulcro del paese

Il locale storico in piazza di Vada ha abbassato la saracinesca La proprietà: «Speriamo in una nuova gestione»

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VADA. Dal caffé di Alberto Sordi, all'arrivo dei primi capelloni fiorentini, alle infuocate discussioni sportive, alla prima televisione che arriva in paese, al tavolo da biliardo usato come letto improvvisato per ospitare i bambini ebrei salvati dai vadesi e da Don Vellutini nel '44. Sono molti i frammenti, le storie e le immagini legate al “Bar Sport” di Vada, per intere decadi fulcro della vita di paese e i ricordi si affollano davanti alla sua saracinesca chiusa, fino a quando non arriverà qualcuno a dare una nuova vita a questo luogo.

Gloria Zastin insieme alle sorelle è la proprietaria dell'immobile dato in questi anni in gestione a diversi esercenti e oggi chiuso a causa di problemi nei costi di gestione. «È molto triste vedere questa saracinesca abbassata e non sappiamo quando finalmente si rialzerà, speriamo di trovare presto qualcuno che lo voglia rilevare – spiega Gloria – quello che ci auguriamo è che chiunque lo prenda lo renda vivo con un'idea, potrebbe essere anche qualcosa di diverso da un bar, non lo sappiamo, ma crediamo che l'importante sia inventare qualcosa che crei una nuova aggregazione in questo luogo che è stato così importante per il paese».

Gran parte della memoria storica vadese intrecciata al Bar Sport è legata alla famiglia Gattai, in particolar modo oggi alla figura di Paolo Gattai, soprannominato sin da bambino “Bufera”. La famiglia Gattai ha gestito il bar dagli anni '30 e il signor Paolo insieme al fratello Luciano, oggi scomparso, lo ha gestito fino al '75. «Il Bar Sport era considerato il bar popolare “di sinistra” e qui si riunivano pescatori, cacciatori, sportivi, era il punto di riferimento del paese per vedere tutti insieme la prima televisione arrivata a Vada o usare il telefono – ricorda il signor Paolo – mi ricordo Alberto Sordi d'estate venire qui a prendere il caffé e chiacchierare con la gente, ma anche le scazzottate, i primi capelloni fiorentini, Armando Picchi che abitava dietro la chiesa».

I ricordi del Bar Sport si legano anche a particolari figure. «Ricordo gli infuocati commenti calcistici di Pasqualino Rotta - risoda Paolo Gattai - , la gente veniva anche solo per ascoltare lui, ci faceva morire dal ridere». Il figlio di Luciano, Goffredo Gattai, ricorda anche il cinema all'aperto che c'era dietro il bar, gestito da Giorgio Sarti. «Dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta circa - racconta - il cinema all'aperto era un'istituzione, anche in paese arrivavano i film più importanti. Mio padre mi ricordava che il cinema era sempre pieno e tanti venivano a vedere i film più di una volta. Ricordiamo tutti in famiglia come il bar non fosse solo un posto dove prendere il caffé ma un luogo dove vivere insieme e questa funzione più sociale oggi si è un po' persa».

Silvia Trovato

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di Redazione web