Il Tirreno

Mensa scolastica, al Consiglio di Stato il braccio di ferro

di Manolo Morandini
Mensa scolastica, al Consiglio di Stato il braccio di ferro

Prosegue la querelle sull’appalto da 9 milioni di euro In primo grado il Tar ha dato ragione al Comune

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CECINA. Il primo round è andato a favore del Comune di Cecina e di Serenissima Ristorazione Spa. Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana l’1 dicembre dello scorso anno ha respinto il ricorso della Cooperativa di lavoro La Cascina in merito alla gara d’appalto con cui è stato aggiudicato il servizio di mensa scolastica delle scuole cecinesi. La querelle adesso si sposta a Roma. La Cooperativa La Cascina non arretra, punta al Consiglio di Stato per la riforma della sentenza. Lo scontro prosegue a colpi di carte bollate ma sulle tavole dei bambini è destinato a non produrre alcun effetto. Insomma, il servizio continuerà ad essere garantito.

Nella gara d’appalto, aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, La Cascina si è piazzata al secondo posto. La torta contesa è ghiotta. L’appalto per la refezione scolastica del Comune di Cecina vale 9.027.000 euro a fronte di un servizio per un totale massimo di nove anni. Appalto che la Serenissima Ristorazione si è aggiudicata con un ribasso del 7,03% sul prezzo del pasto posto a base di gara di 5,55 euro. Oggetto dell’originario ricorso al Tar della Toscana il criterio con cui è stato definito il prezzo a pasto e quelle che vengono ritenute incongruenze tra il capitolato e la gara.

È dell’8 marzo la delibera della giunta comunale con cui viene confermato nell’incarico di patrocinio legale l’avvocato Renzo Grassi che ha assistito l’ente anche nel primo grado del giudizio. “Valutata opportuna la costituzione nell’instaurato giudizio – si legge nella delibera di giunta numero 45 dell’8 marzo –, confermandosi la sostanziale correttezza del procedimento amministrativo seguito per l’affidamento e in particolare della formula di calcolo, la cui legittimità peraltro è già stata riconosciuta dal Tar Toscana in primo grado”. Incarico per il quale viene quantificata una spesa totale di 14.153,46 euro.

Il servizio ai bambini non è in discussione. A cambiare potrebbe essere solo chi sta dietro ai fornelli, ma non in tempi brevi. A sfornare i pasti in quest’anno scolastico è la Serenissima Ristorazione in continuità con il precedente appalto fino al termine delle lezioni. Per il servizio la società vicentina utilizza la cucina della Casa Maffi a San Pietro in Palazzi.

Due i passaggi a favore del Comune di Cecina e di Serenissima Ristorazione Spa. Da prima il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva de La Cascina e a distanza di alcuni mesi si è pronunciato nel merito respingendo il ricorso. All’incertezza della vicenda si lega quella sui tempi della realizzazione di un centro cottura nella zona industriale di Poggio Gagliardo. Un investimento stimato in 600.000 euro per una moderna cucina industriale e locali per lo sporzionamento dei pasti che nelle previsioni della Serenissima Ristorazione all’indomani dell’affidamento sarebbe dovuto entrare in funzione da settembre.

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