Finanza
Intervento all’ex Lido a pagare è il Comune
Cecina Mare: stanziati 3.000 euro per demolire una piattaforma di cemento Era la base di una gru del vecchio cantiere. Il 29 aprile nuova asta
CECINA. Nuovo intervento dell'amministrazione comunale all'ex hotel Lido a Marina di Cecina. Dopo i lavori per la messa in sicurezza del cantiere, ormai fermo da anni, a breve partiranno quelli per la demolizione della piattaforma per gru e il ripristino del manto stradale.
Il costo per questo mini-cantiere è di oltre 3 mila euro come si legge dalla determina di settore firmata dal dirigente Roberto Rocchi. Si interverrà nella strada pedonale adiacente all'immobile, lungo il lato ovest già liberato da attrezzature e materiale del cantiere fermo da tempo. La piena agibilità della strada, così come il decoro delle abitazioni vicine, è vincolato proprio alla demolizione della piattaforma sopraelevata in calcestruzzo armato per gru. Un intervento che andrà a interessare anche il manto stradale per il quale è prevista anche la rimozione di parte della recinzione in legno rimasta a “proteggere” l’edificio dall’ingresso dei passanti.
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L'impegno di spesa di 3111 euro servirà, dunque, a ripristinare l'agibilità e il decoro della strada. Non si tratterebbe, dunque, della messa in sicurezza (spettante comunque alla società Maestrale Srl) ma nell'ottica di togliere dalla vista, per quanto possibile, una delle tante colate di cemento presenti intorno all'ex cantiere.
Il tutto in previsione dell'arrivo della stagione turistica, già partita con il botto per il periodo pasquale. Nella determiana, però, si parla chiaramente di "impossibilità anche legale di poter risolvere in tempi brevi il problema principale, costituito da questo enorme scheletro di cemento che da tanto, troppo tempo, deturpa il cuore di Marina".
Soluzione, dunque, ancora lontana per l'ex Lido. Dopo il crollo dei ponteggi dello scorso gennaio la struttura fu liberata dalla gabbia di metallo e legno che rischiava di crollare a terra. Nel frattempo la Maestrale srl, proprietaria dell'area, aveva proposto un accordo di ristrutturazione dei debiti poi non è andato a buon fine. Per evitare il fallimento definitivo la società avrebbe avviato anche la procedura del concordato preventivo. Partendo da un accordo con i creditori per non essere dichiarata fallita e superare la crisi in cui versa. Un'intesa che deve tenere insieme tanto la ristrutturazione dei debiti che la soddisfazione dei crediti e sulla quale l’ultima parole spetta sempre al Tribunale con l'omologa. Un atto che una volta trascritto poteva dare il via alla ripresa del cantiere. Ma che, come dimostra questo intervento previsto dall'amministrazione, avrà tempi lunghi.
Qualche giorno fa il sindaco Samuele Lippi annunciò l'inizio del cantiere per rimuovere palizzate e gabbie metalliche, adesso la rimozione della piattaforma di cemento per la gru. Con la speranza che la prossima asta, fissata tra un mese (il 29 aprile) possa andare a buon fine. La base d’offerta è di 2.754.843,75 euro, con un valore di stima che, però, supera i 6 milioni e mezzo di euro.
I tentativi di vendita andati deserti sono stati sei. Due nel 2013, a settembre e ottobre, a prezzo pieno. Poi altri quattro tentativi nel 2014: due ravvicinati il 15 gennaio e il 17 febbraio e con il prezzo sceso a 4.987.500 euro. Due vendite, poi, il 27 giugno sempre del 2014 e subito dopo il 28 luglio dello stesso anno al prezzo base di 3.673.125 euro. Tutte deserte. Dopo quasi due anni ennesimo tentativo per liberare Marina da un edificio fantasma che deturpa il lungomare completamente rinnovato.
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