Il Tirreno

Rubano pure i lavatesta l’attività è in ginocchio

di Divina Vitale
Rubano pure i lavatesta l’attività è in ginocchio

Castagneto, una banda specializzata ha svuotato un negozio di parrucchiera La titolare: «Non credo avrò la forza di riaprire». Danni per 60mila euro

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MARINA DI CASTAGNETO. Hanno portato via tutto, persino i lavatesta. Preoccupandosi di staccare e poi riattaccare l’acqua ad operazione conclusa. Non hanno risparmiato un tavolo di cristallo, creato su misura per ospitare i caschi asciuga testa, letteralmente sradicato dal terreno. Un colpo messo a segno da una banda di professionisti, probabilmente su commissione, come hanno ipotizzato anche i carabinieri che indagano sul caso, visto che non è rimasto niente se non un paio di forbici vecchie. Da una prima stima il valore del furto è di circa 60.000 euro. Con la refurtiva intascata si può benissimo aprire un’altra attività di parrucchieri ovunque.

Tutto è accaduto nella notte tra giovedì e venerdì al salone Donna Più sul viale Italia a Marina di Castagneto Carducci, dove Maria Cavallo lavora da oltre trent’anni. Nove mesi fa aveva rinnovato tutto con il figlio Christian per dare un volto nuovo all’attività.

La stessa notte è stata colpita anche l’erboristeria Profumo di Mare di Cinzia Bacci, dove sono stati svuotati tutti gli scaffali: profumi, creme, integratori e persino collane e oreficeria varia per svariate migliaia di euro. «Sono sconvolta – racconta Maria Cavallo – in 50 anni di lavoro non mi era mai capitato. Eravamo pronti per affrontare la nuova stagione con questo recente investimento, avevamo acquistato anche tutto il materiale estivo solare per il corpo e per i capelli da proporre ai clienti. È andato tutto in fumo. Hanno preso phon, piastre, pettini, forbici, asciugamani, spugne, colorazioni e persino i miei occhiali da sole. Per non parlare dell’arredo, completamente sradicato. Sicuramente erano in diversi e organizzati bene, con un furgone, perché questi oggetti sono molto pesanti. Abbiamo subìto un enorme danno economico». Che prosegue: «Avevamo il negozio pieno di prenotazioni in questi giorni e non possiamo proprio attrezzarlo in alcun modo. Sono molto scoraggiata, anzi tentata proprio di non riaprire. Chi mi può dare questa forza? E penso anche ai dipendenti e alle loro famiglie in un momento come questo. Siamo paralizzati, è un colpo al cuore molto duro non solo per noi ma anche per Marina stessa». «Eravamo un po’ un negozio gioiellino, un punto di riferimento per i turisti ma non solo, viene a mancare anche questo servizio – conclude –. Il salone l’avevo aperto da sola nel 1989, sono cresciuta e l’ho fatto crescere con me. Adesso mi sento annientata. Ed è anche un episodio alquanto singolare, forse il primo del genere in questo comune».

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