Attenzione
«Maggioranza, quel sonoro silenzio degli astenuti»
CECINA. Sull’ordine del giorno in 32 punti che ha inaugurato l’attività del consiglio comunale di Cecina nel 2016, lo scorso 21 marzo, interviene il Movimento 5 stelle di Cecina. «I conti del...
CECINA. Sull’ordine del giorno in 32 punti che ha inaugurato l’attività del consiglio comunale di Cecina nel 2016, lo scorso 21 marzo, interviene il Movimento 5 stelle di Cecina. «I conti del Comune, del bilancio di previsione, hanno rapito consiglieri e assessori per molte ore. Quando finalmente dopo circa dieci ore di plenaria, e poi si dice che i politici non lavorino, si è giunti a discutere le mozioni 5 stelle la sala era ormai decimata».
Per i 5 stelle il «momento più emblematico di una situazione di stallo politico e culturale» è arrivato con la presentazione della loro mozione sul progetto di rigassificatore a Rosignano. «Come accaduto nel 2015, la mozione viene bocciata dalla totalità dei presenti e guarda caso contemporaneamente spunta la solita mozione incidentale sullo stesso argomento chiaramente con una struttura diversa, copiata di sana pianta dalla prima mozione presentata dal Pd al consiglio di Rosignano, esposta dal capogruppo Pd Imbroglia – affermano –. Ovviamente è approvata con solo 4 astensioni».
In discussione anche le mozioni 5 stelle su «trivelle, Ttip e trattati europei che minano la nostra Costituzione – dicono –. Il Pd che fa? Si astiene. Commenta, critica, giudica, suggerisce. E poi alza la mano del “ni”, il plotone è compatto, come nelle migliori tradizioni. Forse che i dissidenti vengono puniti se osano votare secondo coscienza?». E aggiungono: «L’impressione è che alcuni consiglieri di maggioranza, quei pochi dotati di parola, a volte abbiano l’istinto e la propensione di condividere una mozione, ma poi obtorto collo,debbano astenersi per salvare capre e cavoli o votare contro per partito preso. Ci siamo sentiti dire che il Ttip impensierisce per la ricaduta nel settore agro-alimentare e per la sovranità degli Stati membri in materia giuridica; che il sindaco Lippi (parole sue) è a favore delle fonti rinnovabili e che andrà di certo a votare il 17 aprile, che la nostra Costituzione deve essere tutelata rispetto al pericolo contenuto nei trattati europei. Ma, alla fine della giostra, il sonoro silenzio degli astenuti si leva compatto».
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