Il Tirreno

L’agevolazione sull’Imu si rivela poco generosa

di Manolo Morandini
L’agevolazione sull’Imu si rivela poco generosa

Cecina, l’amministrazione comunale: il risparmio per i cittadini è di 80.000 euro Il consigliere Paolo Pistillo (Forza Italia) smonta la manovra: «Il dato è gonfiato»

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «L’agevolazione sull’Imu se la mangiano le imposte». Non ci gira intorno il consigliere di Forza Italia Paolo Pistillo. Forte della sua professione di commercialista si è messo a fare i conti in tasca a un cecinese tipo. Risultato: l’agevolazione sull’Imu per gli immobili concessi in comodato d’uso ai parenti entro il primo grado in linea retta, cioè dai genitori nei confronti dei figli o viceversa, per l’87% svanisce con il pagamento dell’imposta di registro e delle marche da bollo.

«Quello che non torna si deve ai criteri fissati dal governo centrale ma stride che l’amministrazione comunale sbandieri un risparmio per i cittadini di Cecina nell’ordine di 80.000 euro – afferma Pistillo –. Eppure è quanto ha sostenuto l’assessore al Bilancio Federico Cartei nella presentazione della manovra del bilancio di previsione in consiglio comunale. Un passaggio quello sull’Imu che è scivolato nella propaganda politica mentre sugli altri aspetti si è attenuto ad un piano più tecnico».

Proviamo a fare due conti. Pistillo ha preso a riferimento un’abitazione di classe A/2 di 3-4 vani con un rendita catastale di 454 euro. Insomma, un appartamento tipo. Per ridurre la base imponibile del 50% oltre al comodato tra parenti in linea retta, l’abitazione deve essere utilizzata come residenza, il proprietario deve risiedere nel comune e non avere ulteriori abitazioni, ad eccezione di quella di residenza, non deve rientrare tra quelle di lusso (cioè non accatastati in A1, A8 e A9) e che il comodato sia registrato all’Agenzia delle entrate.

«Per l’abitazione che ho preso a riferimento l’Imu ammonta a 535 euro e con la riduzione del 50% si attesta a 267,50 euro – afferma Pistillo –. Tuttavia il risparmio reale per il cittadino medio non è di 267,50 euro perché si deve togliere la spesa di 200 euro per l’imposta di registro del comodato e quella di 32 euro per l’acquisto di due marche da bollo. Insomma, 232 euro se ne vanno in imposte per cui il risparmio reale è di 35,50 euro. Ma questo non tenendo conto del fatto che l’agevolazione spetta dalla data di registrazione del contratto. Quindi chi provvedesse a registrarlo dopo l’approvazione nel consiglio comunale del 21 marzo avrebbe già perso tre mesi di agevolazione». Che aggiunge: «E c’è da sperare di non dover spendere niente per il professionista che rediga il contratto di comodato e faccia gli adempimenti per la registrazione. E chissà che il prossimo anno la legge non cambi, perché in quel caso sarebbe una rimessa».

Mentre sugli 80.000 euro di risparmio per i cittadini taglia corto: «Dovrebbero esserci in tutta Cecina 300 situazioni che possono beneficiare dell’agevolazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa