Toscana
L’ex direttivo Pd restituisce le tessere Verso una lista civica
l “mariniani” contro i vertici del partito: “esilio democratico” Stasera la presentazione ufficiale di Giamila Carli
SANTA LUCE. I membri dell'ex direttivo Pd di Santa Luce si autosospendono, restituendo le tessere. Sindaco, vicesindaco, segretaria e i componenti del direttivo commissariato lasciano il partito nello stesso giorno in cui il Pd presenta ufficialmente (nel circolo santalucese) la candidata a sindaco Giamila Carli. Un gesto simbolico anche nella scelta dei tempi, in forte polemica con i vertici provinciali e regionali del partito. Lo chiamano "esilio democratico". Accusando il partito di aver messo in atto una “macchinazione” per far fuori la giunta in carica e l’ex direttivo. «La scelta di aderire e sostenere una lista politica alternativa a quella promossa dalla Federazione di Pisa e dal Pd regionale - scrivono i “ribelli” - è incompatibile con l'iscrizione al Pd. Pertanto, con la coerenza che abbiamo sempre avuto durante la nostra esperienza di gruppo politico impegnato anche in ruoli amministrativi, ci autosospendiamo restituendo formalmente la tessera 2015 e non aderendo al Pd per l'anno in corso». Si dicono «profondamente amareggiati» e «vittime di una macchinazione ordita da alcuni dirigenti del nostro stesso partito, che forse non sanno o si sono dimenticati che il nostro gruppo ha fondato il circolo Pd di Santa Luce nel 2008 e lo ha portato avanti fino ad oggi, conquistando la vittoria nelle amministrative 2011 e riprendendo l'Amministrazione comunale caduta in mano ad una lista civica di centrodestra che ci ha lasciato una pesante eredità con effetti ancora da estinguere». È uno scontro diretto tra il sindaco uscente Andrea Marini, sostenuto dal gruppo autosospeso, e la candidata del Pd Giamila Carli. Che stasera sarà presentata ufficialmente in un’assemblea pubblica indetta dalla commissaria Monica Giuntini nel circolo di Santa Luce. «Presenteremo la candidata - dice Giuntini - e come prima cosa stiamo lavorando alla stesura del programma elettorale. Ancora presto per parlare di coalizioni».
L’ex direttivo invece sta andando alla costituzione di una lista civica: ha depositato infatti il simbolo di Santa Luce democratica (senza i simboli dei partiti) in cui confluirà insieme agli alleati: socialisti e Sel.
Il vicesindaco Stefano Bertoli parla di una “manovra farsa” della Federazione pisana. «All’assemblea degli iscritti della scorsa settimana - scrive l’ex direttivo - la Federazione ha sancito la definitiva rottura con il vecchio direttivo del Pd santalucese, confermando tutta la manovra - farsa dei novelli iscritti dell'ultimo minuto e convocando successivamente l'assemblea del 22 marzo per incoronare il nuovo candidato». L’ex direttivo insiste sulle date, ricordando che il 22 gennaio scorso la stessa Federazione «dava il suo definitivo benestare alla candidatura di Andrea Marini per il secondo mandato, insieme alle altre forze di coalizione. Nessuno è più disposto a credere che la manovra sia stata casuale, ormai è diffuso il sentore comune che tutta la vicenda sia stata costruita in precedenza da qualche dirigente dei livelli più alti del Pd, coinvolgendo in maniera diretta e inopportuna l'istituto religioso buddista di Pomaia, da cui sono partite le grandi manovre». Per questo l’ex direttivo rivendica la decisione di «prendersi la responsabilità di scelte coraggiose, come la sospensione dal partito». Rifiutando «i tesseramenti e le candidature strumentali dell'ultimo minuto. Saremmo stati ben lieti di accettare energie e idee nuove, ma tutto questo non è stato possibile perchè il vero obiettivo di questa manovra è contrapporsi per poi sostituirsi alla attuale amministrazione». La sezione commissariata rivendica «a pieno titolo il merito di aver interrotto il percorso imbastito per lo svolgimento delle primarie - farsa, che avrebbero creato solo divisioni tra i cittadini senza discussioni di merito e che hanno visto inspiegabilmente tra i maggiori sostenitori l'ex sindaco della lista civica di centrodestra di Santa Luce, confermando la necessità di rivedere con serenità e intelligenza alcune delle regole primarie di partito». (m.m.)
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