Il Tirreno

Caso Carmignani, chiesto il processo

di Luca Tronchetti
Caso Carmignani, chiesto il processo

La difesa dell’ufficiale della polizia municipale accusato di peculato d’uso e falso ideologico non presenta alcun memoriale

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LUCCA. I 20 giorni sono trascorsi. Giovedì scorso per la difesa di Stefano Carmignani, 52 anni, residente a Montecarlo, il comandante della polizia municipale di Lucca indagato dalla procura per peculato d’uso e falso ideologico, scadevano i termini per presentare memorie difensive o consentire all’indagato di chiarire la sua posizione attraverso un interrogatorio di fronte al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria dei carabinieri in servizio in procura. Gli inquirenti hanno atteso sino alla tarda mattinata di lunedì un eventuale invio - attraverso raccomandata inoltrata a mezzo postale dai suoi legali la scorsa settimana - di un memoriale sottoscritto dall’indagato. Pagine nelle quali forniva la sua versione dei fatti su episodi specifici che lo vedono coinvolto. E visto che i termini sono scaduti e di raccomandate neanche l’ombra la procura della Repubblica ha proceduto ad inoltrare all’ufficio del giudice dell’udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio. A breve sarà fissata una data d’udienza (entro luglio o o a metà settembre?) e un giudice che valuterà se chiedere il processo o archiviare. A meno che l’indagato - difeso dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Gioia Crippa - non decida di usufruire del rito abbreviato che, in caso di condanna, consente la riduzione di un terzo della pena. Ma che potrebbe portare, nel caso in cui il gup non riscontri elementi probatori, ad un’assoluzione immediata.

Capi d’imputazione. Sono una dozzina gli episodi di peculato d’uso contestati al comandante. Nel periodo che va da settembre a fine ottobre. Il percorso fatto dall’auto civetta (una Grande Punto) utilizzata dal comandante per l’accusa fuori dall’orario di servizio e non per causa di lavoro è stato tracciato dal gps sistemato sotto la vettura dalla polizia giudiziaria dei carabinieri in servizio in procura. L’ufficiale dei vigili è stato immortalato alla guida dell’utilitaria mentre si reca a Montecarlo, al cimitero del paese, in località Micheloni tra Altopascio e Montecarlo e in un negozio di fotografia e noleggio film in via della Madonnina a Lunata. Peserebbe poi la testimonianza di un agente della municipale che per una serie di circostanze era con lui nella macchina civetta fuori dal servizio e che comunque non risulta indagato. Un testimone chiave per l’accusa. Per quanto riguarda l’ipotesi di falso ideologico gli investigatori ipotizzano che il comandante abbia «taroccato» i chilometri sull’apposito libretto di marcia istituito due anni fa per evitare confusioni e legato in qualche modo al foglio di servizio. In sostanza, per l’accusa, avrebbe modificato il chilometraggio dell’auto civetta commettendo quindi un falso nella certificazione di un’autorizzazione amministrativa. Per la pg dei carabinieri l’auto civetta dal 2013 al 2015 avrebbe percorso circa 5000 chilometri in maniera del tutto ingiustificata. E su almeno 300 la procura avrebbe materiale sufficiente per chiedere la condanna del comandante.

Indagine partita a luglio 2015. È bene ribadire che questa vicenda è uno stralcio dell’indagine principale ancora aperta, come dimostra l’acquisizione di ieri mattina alla Lucca Holding Servizi srl, che riguarda il comandante Stefano Carmignani. Tutto ebbe inizio nel luglio 2015 quando 4-5 agenti della polizia municipale denunciarono in procura comportamenti dell’ufficiale responsabile dei vigili urbani che ritenevano illeciti. E su quell’esposto è iniziata l’inchiesta.

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