La manifestazione
Stalking all’ex compagna arrestato un trentenne
Dopo la fine della relazione aveva continuato a molestarla e seguirla, poi l’intervento dei carabinieri. Condannato, dovrà scontare 2 anni e 5 mesi
SAN VINCENZO. Quasi tre anni fa fu arrestato per una serie di atti di stalking nei confronti della ex compagna, una donna di Venturina. Adesso il tribunale ha confermato la pena e l’uomo è stato nuovamente arrestato dai carabinieri del Norm di Piombino e della stazione di Venturina: dovrà scontare ancora due anni e 5 mesi, residuo di pena dopo quella preventiva (la condanna intera è stata di 3 anni e due mesi).
L’uomo, un rumeno di 30 anni, Ion Dorohoi, residente a San Vincenzo, non aveva accettato di esser stato lasciato dalla compagna, peraltro al termine di una storia fatta di vessazioni e violenze. E, evidentemente non conoscendo il significato della parola “rispetto”, aveva continuato a farle di tutto.
Il primo arresto risale al luglio del 2013, dopo anni di denunce da parte di lei. La storia era finita nel 2010 ma non era riuscito a farsene una ragione e da allora non aveva dato tregua alla donna, Che in continuazione, durante questi anni, aveva dovuto presentare denunce contro l'uomo per lesioni, minacce, atti persecutori in genere.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri l'aveva minacciata in tutti i modi senza mollare mai: per telefono e di persona quando riusciva a vederla. A tutto questo si univano anche pedinamenti. La donna non era più libera nei suoi spostamenti. L'uomo l'aspettava fuori dalla casa e dai luoghi che lei frequentava. E per la donna l'ansia e la paura aumentava invece che sparire con il tempo. Alla fine l'uomo aveva esagerato nelle sue vessazioni: l'aveva aspettata alle prime luci dell'alba sapendo che doveva recarsi come tutte le mattine al lavoro, l'aveva seguita e dopo averla bloccata e appoggiata sul cofano di una autovettura in sosta aveva cercato più volte di baciarla e di morderle le labbra: tentativo reso vano solamente grazie all'intervento di un passante.
L'episodio era stato descritto nell'ennesima denuncia presentata ai militari, così i carabinieri, raccolte tutte le denunce presentate negli ultimi anni dalla donna, avevano inoltrato un copioso dossier alla procura della Repubblica di Livorno. Il giudice, concordando sulla richiesta che era stata presentata dal sostituto procuratore Fiorenza Marrara, che aveva coordinato le indagini, aveva così disposto la custodia cautelare in carcere e Ion Dorohoi finì in carcere. Poi la scarcerazione in attesa del processo e, in questi giorni, la conferma della condanna e il nuovo arresto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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