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Profughi accolti a Marina una scelta che piace all’Anpi

CECINA. «L’ospitalità offerta nel territorio comunale a circa 30 profughi non risolve certo il problema, ma è un atto che va nella giusta direzione e bene ha fatto il Comune di Cecina, in...

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CECINA. «L’ospitalità offerta nel territorio comunale a circa 30 profughi non risolve certo il problema, ma è un atto che va nella giusta direzione e bene ha fatto il Comune di Cecina, in collaborazione con la Prefettura, a trovare questa soluzione». Così il direttivo Anpi (Associazione partigiani) di Cecina in merito ai 18 giovani provenienti dai Paesi dell’Africa centro occidentale che sono ospitati da giorni nella dependance dell’hotel Mediterraneo a Marina di Cecina e seguiti dai mediatori dell’Arci Bassa Val di Cecina. Una presa di posizione che segna un confine rispetto al giudizio del Movimento giovani toscani della Lega Nord che ha bollato l’operazione come «l’ennesimo colpo basso del Comune di Cecina contro il turismo locale».

A proposito dei 18 profughi , tutte persone che hanno richiesto la protezione internazionale, come richiedenti asilo che arrivano da zone di guerra e da situazioni di pericolo, il direttivo Anpi parla di «un numero piccolissimo, una minuscola goccia rispetto all’esodo di dimensioni gigantesche che dal Medio Oriente e dall’Africa sale verso l’Europa ricca e civile». E aggiunge: «Si tratta di uomini, donne, bambini spinti via dalla loro terra a causa del diffondersi di guerre o da una disperazione così assoluta rispetto alla quale ogni rischio diventa accettabile. Spesso i conflitti e le condizioni di miseria da cui fuggono si sono originati da scelte, remote e recenti, proprio dei paesi nei quali adesso cercano rifugio. I mezzi di informazione mostrano quotidianamente scene di disperazione e di morte, ma al tempo stesso mettono in luce una complessiva incapacità ad affrontare il fenomeno sia andando a risolvere le cause profonde che lo determinano, sia nella mancata capacità di gestire l’arrivo in Europa di centinaia di migliaia di profughi». «Persino i Paesi in prima linea, Grecia, Italia, Spagna sono lasciati soli ad affrontare il peso della gestione di questo fenomeno – afferma –. Così cresce la preoccupazione e il disorientamento dell’opinione pubblica che vengono, inoltre, alimentate da chi in maniera rozza e disumana spera di trarne vantaggi elettorali». E conclude: «Sarebbe compito di ogni amministrazione locale, che voglia rappresentare la parte migliore del nostro Paese, ciascuna per la sua piccola parte farsi carico di questo gigantesco problema senza chiudere gli occhi, il cuore e il cervello di fronte a tanta tragedia».

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