Il Tirreno

Petizione da 1200 firme contro il rigassificatore

di Elisa Pastore
Petizione da 1200 firme contro il rigassificatore

Venerdì sera l’assemblea del Comitato del no: sette associazioni locali hanno presentato la richiesta di una nuova Via. Critiche a Pd e Regione

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ROSIGNANO. Una sala conferenze quasi al completo. Il Comitato “No al rigassificatore a Rosignano" venerdì sera ha esposto in piazza del Mercato le ragioni della propria contrarietà al progetto Edison davanti a una platea di cittadini. Circa un centinaio infatti le persone accorse per informarsi sulle ragioni di un no forte e deciso alla costruzione di un possibile rigassificatore «che annienta il valore del territorio».

«Pensavamo che questo incubo avesse trovato una fine nel 2011 - ha introdotto Monica Ciucchi - ripartiamo invece ancora una volta con nuove adesioni al nostro comitato. Adesioni di tante associazioni locali, di alcuni partiti del territorio così come di consiglieri comunali e provinciali che ci seguono a titolo personale. Dobbiamo far sentire la nostra voce - ha detto -, cercare di incidere su quelle che sono le politiche più alte di noi, di rimanere padroni del nostro territorio con azioni costruttive». Circa 1.200 le firme raccolte intanto da Medicina Democratica per chiedere un referendum popolare che coinvolga tutti i cittadini. «Una petizione - si legge - per chiedere non tanto e non solo di sottoporre a Via (valutazione d'impatto ambientale) il progetto ma anche il respingimento senza appello per nocività sociale e ambientale». Se l'assemblea è stata quindi un'occasione pubblica per informare i cittadini, indipendentemente dal loro pensiero politico, in molti hanno però fatto notare come del Pd - la forza che governa sia a Rosignano che in Toscana - non ci fossero rappresentanti in sala. Non solo, che tra le varie osservazioni indirizzate al Ministero dell'ambiente non ne sia arrivata nessuna da parte della Regione. Osservazioni finalizzate a chiedere una nuova Via che invece sono state presentate, ad esempio, da 7 associazioni locali. 10 i punti approfonditi - come ha spiegato Barbara Sandri, presidente di Initinere - dalla carenza di ragioni della scelta del sito tra Vada e Rosignano rispetto ad altri alla carenza di elementi di valutazione del rischio e dell'impatto ambientale dell'incremento del traffico marino su bettoline. Di fatto, come ha fatto presente Augusto Menconi: «In questo momento al Ministero, a seguito della scorciatoia procedurale alla quale è ricorsa Edison, stanno verificando l'assoggettabilità alla procedura di Via. Ad aprile sapremo la loro risposta e valuteremo il dar farsi. Certo è che si tratta di un progetto peggiorativo rispetto ai precedenti e per questo necessita di una nuova Via al termine della quale venga emesso un definitivo verdetto di archiviazione. Non ha un piano industriale per lo sviluppo dell'occupazione - ha concluso - non c'è un miglioramento della situazione ambientale sotto il profilo della sicurezza e del rischio industriale né tantomeno la liberazione ed il recupero ad usi turistici e culturali di San Gaetano e delle spiagge bianche».

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