Italia
Strigliata la scuola per i troppi scioperi
Bibbona, la protesta di un gruppo di genitori esasperati per le lezioni che si interrompono sempre di venerdì o lunedì
BIBBONA. «Senza entrare nel merito del diritto allo sciopero, che è un diritto dei lavoratori, l’anomalia è che “casualmente” gli scioperi vengono sempre indetti il venerdì o il lunedì, in modo da permettere al personale docente di farsi ogni volta un weekend lungo». La denuncia arriva da un gruppo di genitori dei bambini che frequentano la scuola di Bibbona, che si dicono esasperati da questi scioperi «che costringono chi lavora continuamente a doversi organizzare per proprio conto per accudire i propri bambini».
Per evitare fraintendimenti ricostruiscono le interruzioni delle lezioni negli ultimi mesi. «Il 13 novembre (venerdì), il 20 novembre (venerdì), il 31 novembre (venerdì), il 15 febbraio (lunedì), l’8 marzo (festa della mamma) e addirittura il 18 marzo (venerdì), l’ultimo prima delle vacanze pasquali che la scuola ha anticipato di due giorni usufruendo di giornate di chiusura facoltative. Di fatto dunque la “pausa” lavorativa del personale docente viene allungata a 12 giorni – affermano –. Il rientro è fissato mercoledì 30 marzo ma per quella data viene proclamato un nuovo sciopero». E rilanciano: «Ma ai genitori chi ci pensa?».
Mettono in fila anche altri esempi. «Il giorno del “fierone” che si svolge il noto giovedì di ogni anno a Cecina, la scuola, che si trova a Bibbona, viene chiusa. Il motivo? Nessuno lo sa, nessuno riesce ad immaginare come sia possibile interrompere quello che dovrebbe essere un servizio alle famiglie per una cosa tanto banale». Ma non è tutto. «Quando viene indetto un qualsiasi sciopero, anche quelli dei sindacati minori, la scuola aderisce puntualmente, per cui il servizio mensa non viene organizzato – sostengono –, la spesa non viene fatta a causa della possibilità che il personale docente aderisca allo sciopero e che quindi le lezioni non vengano tenute. In realtà accade puntualmente che i docenti si presentano, anche se i bambini sono pochi poiché l’incertezza evidentemente scoraggia i genitori, le lezioni mattutine si svolgono regolarmente ma poi i bambini vengono fatti uscire alle 12. Il motivo? Perché manca il servizio mensa, o meglio, la mensa è aperta, il cuoco è sempre operativo ma manca la spesa». E concludono: «Il tutto fa pensare poiché non dovrebbe essere difficile cucinare un piatto di pasta per i bambini presenti con quello che c’è in dispensa. Di fatto, il personale docente termina il turno alle 12 perché non ci sono più bambini, usufruendo così di un’assenza dal lavoro regolarmente retribuita».
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