Il Tirreno

Nuovi furti nelle case San Pietro in Palazzi chiede più sicurezza

di Manolo Morandini
Nuovi furti nelle case San Pietro in Palazzi chiede più sicurezza

Dalla videosorveglianza al ritorno del vigile di quartiere la voce dei cittadini all’assemblea pubblica al Circolo Arci

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CECINA. L’allarme è alle stelle. Anche la tensione non è da meno. Due sere fa hanno colpito di nuovo. «Sono entrati nella casa del mio vicino, è la terza volta che è vittima di un furto. A lui hanno preso 30.000 euro tra soldi e oggetti preziosi. La stessa notte, hanno sfondato il vetro della mia auto parcheggiata in strada per prendersi l’autoradio». La voce è una tra le tante. È sufficiente chiudere gli occhi. Immagini quanto la vita di quella persona sia stata toccata da vicino. Violata. Violentata a livello emotivo. Continui a non guardare e la storia si ripete, cambiano i dettagli. Cambiano le vittime. Tra le quattro mura del Circolo Arci di San Pietro in Palazzi una sessantina di persone si racconta. Si sfoga, chiede aiuto e lancia proposte all’amministrazione comunale. Il tutto in scia alle 1.258 firme raccolte in meno di tre settimane per chiedere più sicurezza.

A San Pietro in Palazzi il momento è dei più neri. La frazione di Cecina conta circa 4.300 residenti. Fatta la proporzione a chiedere la videosorveglianza, l’incremento dei pattugliamenti da parte delle forze dell’ordine e più illuminazione nelle vie cittadine sono almeno tre persone ogni dieci palazzetani. «Si sono presi anche la fede nuziale. Da allora compro solo bigiotteria. Ti cresce un male dentro, conosco anche gente che si è dovuta rivolgere allo psicologo». La rabbia. Il senso di insicurezza. Ma anche la misura di chi sa che il terreno è scivoloso. «Restiamo con i piedi per terra, senza sconfinare in eccessi. Ma se serve a stare tranquilli in casa propria facciamo delle pattuglie di volontari che controllino le nostre vie e segnalino persone e auto sospette. A me il furto è successo in pieno luglio, alle 16,30 e chi ha agito sapeva che la casa in quel momento era vuota».

Non manca chi si dichiara pronto a difendersi. «Ho una mazza da baseball che sono pronto ad usare». «Servono i fucili, a questi non li spaventa nessuno». E una signora da cui non te lo aspetteresti: «Dormo con il coltello sotto il cuscino». Gli acuti non mancano, ma nel complesso la platea lancia proposte, quelle della petizione. E chiede al sindaco Samuele Lippi impegni precisi. «Lavoro al pronto soccorso e so per certo che la notte c’è solo una pattuglia che deve presidiare l'intero territorio da Bibbona a Palazzi. Chi fa i furti sa che ha la vita facile. E quando viene preso non gli fanno niente. Eppure ti devasta la vita familiare, entra con violenza nella sfera dei tuoi affetti». Rincara un altro signore dalle ultime file: «Questa è gente del mestiere, non hanno paura di niente, neppure di agire in pieno giorno».

A mettere sul tavolo le richieste è Gabriele Baldanzi a nome dei promotori della petizione. «I furti spesso sono azioni mirate di bande organizzate, lo rivelano le modalità operative – dice –. Sono sempre le stesse e hanno informazioni precise sulle abitudini delle persone». Che conclude: «Chiediamo la videosorveglianza perché per entrare e uscire da Palazzi ci sono cinque vie e questo è uno dei motivi per cui siamo presi di mira. Serve il ripristino del vigile di quartiere e vorremmo che l’amministrazione definisse una modalità per sostenere economicamente le persone che si trovano la casa devastata».

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