Italia
Assemblee di frazione disertate Franchi: «Preferite le associazioni»
Solo 50 candidature su 32mila abitanti, con Castelnuovo e Marittimo senza alcun rappresentante La delusione di Giovani: «A ottobre il bando sarà riaperto e altre persone potranno entrare»
ROSIGNANO. Pochi, rispetto al numero totale dei residenti nel comune di Rosignano Marittimo, i cittadini che hanno raccolto le firme necessarie per far parte dell'assemblea di frazione. Uno strumento di partecipazione il cui regolamento è stato approvato proprio di recente dal consiglio comunale.
Senza giri di parole, i dati parlano da soli. Solo 50 su circa 32mila residenti, i cittadini che si sono candidati per diventare membro di questo organismo. Ma ancora più eclatante è il fatto che a Castelnuovo della Misericordia nessun residente abbia deciso di candidarsi e che a Rosignano Marittimo il numero di domande di ammissione sia stato inferiore al minimo necessario per costituire l'Assemblea di frazione.
Non meno sconfortante è il numero di residenti, solo tre, che andranno a costituire l'assemblea di frazione a Castiglioncello. Un'assembla che fino a pochi mesi fa era tra le più partecipate del territorio comunale. Ma a veder bene i risultati, anche quei 6 cittadini ammessi a Rosignano Solvay (lo stesso numero dell'assemblea di frazione di Nibbiaia) è un dato che stride, e non poco, per una frazione che da sola conta quasi 20mila abitanti. In contrapposizione, grande partecipazione a Vada (12 i cittadini che faranno parte dell'Assemblea di frazione) ma soprattutto a Gabbro con ben 16 iscritti su poco meno di 1400 abitanti. Assemblea di frazione di Gabbro dove nell'agosto 2014 scoppiò una bagarre la cui discussione interessò anche i consiglieri comunali.
Insomma, dopo un anno e mezzo durante il quale i capigruppo si sono più volte riuniti per approvare il nuovo regolamento di partecipazione che prevede che ogni candidatura sia supportata da un congruo numero di firme da parte dei residenti, sembra che l'organismo di partecipazione sia fortemente in crisi. In sintesi: i cittadini non hanno risposto all'appello. Visti i risultati, chi sperava che i termini del bando per l'acquisizione delle candidature potessero riaprirsi nuovamente, sarà deluso. «Questi sono i risultati - ha commentato il sindaco Alessandro Franchi - ci sono delle regole e vanno rispettate». Almeno per il momento. Infatti, come ha precisato Caterina Giovani presidente del consiglio comunale di Rosignano che ha seguito passo passo l'intera vicenda «ad ottobre, così come previsto dal regolamento, il bando verrà riaperto e i cittadini potranno inviare nuovamente la richiesta per far parte delle Assemblee di frazione». Ovvio però che i risultati inducono a considerazioni: «evidentemente i cittadini intendono partecipare attraverso altre forme come quelle delle associazioni - commenta Franchi - forse non si ritiene più che le assemblee di frazioni siano lo strumento più adeguato per interloquire con il territorio e con l'amministrazione comunale». Ribadisce Franchi: «Il termometro della partecipazione non si fa solo con le assemblee di frazione. Siamo un territorio che può contare su un alto numero di associazioni e l'amministrazione ogni giorno si rapporta con i cittadini attraverso assemblee e incontri. C'è poi l'aspetto della crisi che sta attraversando tutto il dibattito politico e delle rappresentanze intermedie». Una crisi trasversale che colpisce in primo luogo i partiti. «Certo è che se i cittadini pensano che l'amministrazione comunale possa delegare alle assemblee di frazione risorse e funzioni precise -chiarisce Franchi - è bene dire subito che ciò non è possibile per norma di legge. Nelle città sono state abolite le Circoscrizioni». Eppure qualche mal di pancia era pervenuto già alcuni mesi fa da parte dei componenti dell'Assemblee di frazione. Critiche sul nuovo regolamento di partecipazione (in particolare sulla raccolta delle firme) e sul poco ascolto dei cittadini da parte del Comune. Adesso, per tornare alla fase tecnica «i cinquanta nominativi - conclude Giovani - verranno portati in consiglio comunale per la presa d'atto». Un consiglio comunale dove, quasi sicuramente, ognuno potrà fare le proprie valutazioni .
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