Lo yoga conquista il borgo di Querceto
Nel silenzio delle mura medievali, tra viti e olivi secolari, a primavera arriveranno gli yogis. Maestri indiani e italiani guideranno ritiri di meditazione
QUERCETO. Nel silenzio delle mura medievali, tra viti e olivi secolari, a primavera arriveranno gli yogis. Maestri indiani e italiani guideranno la meditazione in ritiri per risvegliare il cuore e la mente, a contatto con la natura. A idearli è stato Kim Bizzarri, romano di nascita ma da vent'anni habitué di Castiglioncello. Trentottenne di origine italo-inglese, laurea a Brighton e un passato di consulente per associazioni ambientaliste come Greenpeace e Wwf, pratica lo yoga da dieci anni e ne ha fatto una professione.
Perchè lo yoga è diventato il perno della sua vita? «Lo scoprii dieci anni fa durante un viaggio nel Sud-Est asiatico e divenne la mia passione. Ho sempre avuto interesse per culture diverse e per il contatto con la natura. Lo yoga mira ad una riscoperta della nostra unione con la natura, infatti “Yog” significa “Unione”. Spesso viene praticato nella forma più semplice, quella fisica, ma in realtà è un esteso e raffinato sistema filosofico millenario».
Quando ha iniziato a organizzare gruppi di yoga? «Quando lavoravo a Berlino nel 2011 ho lanciato un collettivo di yoga in una zona indigente della città, portando giovani insegnanti ad offrire corsi sulla base di donazioni. Chi poteva pagava in denaro, chi non aveva soldi offriva arance e incensi. Le classi erano seguite da una cena dove ognuno portava un piatto vegano che si consumava seduti in cerchio, a lume di candela. In poco tempo il progetto è divenuto un centro di ritrovo vitale per la gente del quartiere».
L'idea dei ritiri da dove viene? «Quando mi sono trasferito in Inghilterra nel 2013 abitavo in un maniero del 1500 nell'Oxfordshire, dimora di famiglia di amici, che ha ospitato re Carlo I e la regina Elisabetta I. Qui, d'accordo con i proprietari, ho iniziato a organizzare ritiri di yoga mirati ad un approfondimento della pratica e all’esplorazione del suo potenziale trasformativo, sia individuale che sociale, con una forte componente ecologica. Hanno avuto molto successo attraendo personalità internazionali come Anoushka Shankar, figlia del grande musicista indiano Ravi».
Come è arrivato a Querceto? «Da vent'anni passo qualche settimana d'estate a Castiglioncello, che scoprii grazie ad un'amica conosciuta a Brighton. L’anno scorso mi ero ritirato in meditazione a La Sassa, passando tre giorni da solo in casa. Una mattina, vidi un piccolo borgo sulla collina dirimpetto. Decisi di raggiungerlo e me ne innamorai. Mi colpì la sua bellezza, la pace e le viste mozzafiato, oltre al buonissimo vino».
Cos'ha di speciale rispetto ad altri borghi? «Il desiderio dei proprietari, i Marchesi Ginori-Lisci, di non inserire Querceto nella mappa turistica toscana, lo rende un posto ideale per ritirarsi in meditazione e sperimentare lo yoga nella sua forma più genuina».
Come iscriversi. I ritiri organizzati dall'associazione “Healing in the Willows”, che ha ottenuto l’esclusiva a Querceto, sono 5 e iniziano il 29 aprile per concludersi a ottobre. I corsi sono aperti a principianti, praticanti intermedi o avanzati e attingono da tradizioni diverse, dalle più moderne, come lo Iyengar yoga, a quelle più antiche ed esoteriche, di carattere shamanico. I corsi avanzati saranno condotti dal maestro indiano Boonath Sond, erede di famosi asceti di tradizione tantrica, con una forte componente fisica intrecciata ad un lavoro di respirazione e svariate forme di canti e gesti, per un minimo di 3 ore a sessione. L'unico ritiro in italiano è condotto dal 2 al 5 giugno da Alberto Camici, originario di Livorno. Le lezioni si tengono nell'ex granaio in cima al borgo, ma si prevedono anche momenti di pratica all'aperto e di notte. Partecipare ad un ritiro con soggiorno costa un minimo di 499/549 euro, i residenti pagano tariffe ridotte (250/300 euro inclusi pasti vegani, biologici, a base di prodotti locali, anche con ricette toscane). Info: www.healinginthewillows.com.
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