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«Un colpo basso al turismo i profughi ospiti a Marina»

CECINA. «Ennesimo colpo basso del Comune di Cecina contro il turismo locale». Così il Movimento giovani toscani della Lega Nord in merito ai 18 giovani provenienti dai Paesi dell’Africa centro...

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CECINA. «Ennesimo colpo basso del Comune di Cecina contro il turismo locale». Così il Movimento giovani toscani della Lega Nord in merito ai 18 giovani provenienti dai Paesi dell’Africa centro occidentale che sono ospitati nella dependance dell’hotel Mediterraneo e seguiti dai mediatori dell’Arci Bassa Val di Cecina.

«Con l’attiva collaborazione della giunta comunale si è inaugurato un progetto di permanenza di 30 immigrati clandestini, almeno fino al 31 dicembre, proprio nel bel mezzo della zona pedonale di Marina – prosegue la nota politica –. L’anno scorso fu l’amministrazione Pd a decidere di ostacolare la decisione della Prefettura di collocare i clandestini nella stessa area. Oggi Lippi cambia idea e, in cambio di qualche lavoretto ai cespugli in pineta, accoglie a braccia aperte l’ennesima spina nel fianco alla qualità del turismo locale e alla sicurezza. La cosa non sorprende, visto che il 26 agosto 2014 era proprio l’assessore al Turismo, anche se nella veste di vicesindaco pro-tempore, a scrivere una missiva a tutti gli albergatori chiedendo di mettere i propri locali a disposizione degli immigrati clandestini».

I giovani leghisti rilanciano più di una domanda. «L’amministrazione ha interpellato gli altri albergatori? E le associazioni di categoria? I ristoratori, gli operatori balneari?». E ancora: «Meno turismo, più immigrazione clandestina, pare essere lo slogan direttivo dell’azione del Partito democratico, lo stesso partito che a livello nazionale favorisce la sostituzione del nostro popolo e della nostra identità, e la compromissione della sicurezza della nostra terra. Senza considerare l’effetto di svalutazione degli immobili dell’area qualora il progetto si protraesse nel tempo, anche per diversi anni, come accade in numerose realtà».

«Tutto il progettino che costerà al contribuente cifre nell’ordine dei 1.000 euro al giorno (365.000 euro l’anno) è ovviamente gestito dai soliti noti dell’Arci». E concludono: «Si trattasse di persone che effettivamente scappano dalla guerra, con diritto di asilo, saremmo i primi ad essere favorevoli all’accoglienza. I soldi dei contribuenti servono a far girare gli interessi dei soliti amici del partito. Questo non ci è mai stato bene, ma quando vediamo compromesso un settore fondamentale per l’economia locale com’è quello del turismo, allora riteniamo che davvero la misura sia colma».

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