Sicurezza
Niente primarie nel Pd di Santa Luce
Il sindaco uscente: "Non accetto diktat dal partito" e conferma la sua candidatura con Santa Luce democratica. Per il Pd corre Giamila Carli
SANTA LUCE. Niente primarie per il Pd di Santa Luce. Sembra un destino annunciato: alla fine l’unica candidatura per il Partito democratico (i termini per la presentazione si sono chiusi martedì 15 marzo) resta quella di Giamila Carli, formalizzata dall’assemblea degli iscritti della scorsa settimana. L’ex direttivo commissariato ha mantenuto la promessa e ha disobbedito al partito, confermando la candidatura a sindaco del primo cittadino uscente Andrea Marini, sostenuto dalla coalizione Santa luce democratica (formata dai ribelli del Pd, socialisti e Sel). Che probabilmente diventerà una lista civica, non potendo contare sul simbolo del partito. Una sfida, quella di Marini, che si affida a una lettera aperta per spiegare la sua scelta.
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La commissaria riunisce l’assemblea. Intanto il Pd santalucese si riunirà oggi pomeriggio, 16 marzo, per ufficializzare la candidatura di Giamila Carli. «Ci dispiace che non abbiano accettato le primarie - commenta la commissaria regionale Monica Giuntini - adesso il percorso sarà quello stabilito dall’assemblea degli iscritti, attraverso il confronto con i cittadini».
Marini: vado avanti. Non la pensa così il direttivo commissariato. Lo spiega Marini nella lettera aperta rivolta ai cittadini e ai vertici del Partito democratico. «Le polemiche non portano mai buoni frutti. Preferisco spiegare in maniera aperta e trasparente le ragioni della scelta di non presentare la mia candidatura alle primarie indette dal commissario del circolo Pd di Santa Luce».
Le 23 tessere “buddiste”. Marini ripercorre la vicenda a partire dai tesseramenti contestati. «È stato coinvolto in maniera del tutto inopportuna l'istitluto Lama Tzong Khapa di Pomaia - dice il sindaco uscente - un'oasi di pace che da 35 anni è presente sul nostro territorio ed ha ospitato molte volte il Dalai Lama. 23 sono le adesioni per il 2015 che la Federazione di Pisa e la segreteria regionale toscana del Pd hanno accolto il 30 gennaio 2016, accettando le richieste della direzione e di molti collaboratori dell'Istituto di Pomaia. Di queste persone, tra cui molti non residenti, ci ha sorpreso l’adesione dell'ultimo minuto, considerato che nessuno di loro si era mai presentato in riunioni o assemblee pubbliche o aveva manifestato richieste esplicite di incontri al Pd locale». Marini continua ricordando che «i nuovi tesserati hanno chiesto per prima cosa le primarie, contestando il percorso fatto fino ad allora dalla direzione del Pd santalucese e dalla Federazione di Pisa, che insieme alle altre forze politiche di coalizione, Socialisti -Riformisti e Sel, dopo la metà di gennaio 2016, al termine di un percorso di verifica e discussione, hanno confermato la proposta di ricandidare il sindaco uscente». Marini aggiunge che le «giusticazioni fornite sono lesive del buon senso in quanto tutto si è svolto principalmente nel piccolo borgo di Pomaia in cui risiedono 500 abitanti, e le occasioni di incontro sono quasi quotidiane». Insomma, «una vicenda che creerà divisioni nel Pd e tra i cittadini come in altri comuni al voto nella della Provincia di Pisa».
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«Ho fatto un buon lavoro». Marini ricorda che «nel 2011, vincendo le elezioni sul sindaco uscente a capo di una lista civica di centro -destra», la sua giunta ha iniziato «con entusiasmo questa avventura», a beneficio della comunità con un progetto «finalizzato a valorizzare tutte le specificità del territorio», anche se con poche risorse. A distanza di 5 anni, la giunta è «in armonia e unità d'intenti», e rivendica «a pieno titolo le cose fatte e quelle ancora da fare». Con l’obiettivo di completare il programma, «anche utilizzando risorse reperite attraverso bandi di finanziamento regionali ed europei».
«Il Pd toscano ci spieghi». Una tirata d’orecchi ai vertici del partito. «Ci viene chiesto di disconoscere ed azzerare tutto il percorso fatto - dice Marini - in nome dell’applicazione sterile di alcuni regolamenti di partito, che per essere utili devono essere applicati con il buon senso e il rispetto delle persone e del lavoro che hanno svolto. Con coerenza abbiamo deciso di portare avanti il progetto rimettendoci al giudizio dei cittadini, non accettando di rimettere in discussione il lavoro fatto fino ad oggi con candidature dell'ultimo minuto. Se la scelta dei dirigenti del Pd toscano sarà diversa, ognuno dovrà assumersi le responsabilità di una operazione che avrà dei risvolti pesanti ma inevitabili».
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