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«Giù le mani dall’istituto buddista»

SANTA LUCE. «Abbandonato dalla propria stessa federazione provinciale, decapitato e commissariato, oggi il vecchio Pd locale grida alla congiura, neanche sfiorato dal dubbio della necessità di un’auto...

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SANTA LUCE. «Abbandonato dalla propria stessa federazione provinciale, decapitato e commissariato, oggi il vecchio Pd locale grida alla congiura, neanche sfiorato dal dubbio della necessità di un’autocritica e di un dibattito vero su quanto è avvenuto e sta accadendo». Questa la posizione del laboratorio politico “A Sinistra pr Santa Luce. Insieme si può” sulle vicende che scuotono da giorni il Pd del paese collinare.

«Giù le mani dall’istituto buddista! È una vergogna. C’è chi vuol “far volar gli stracci” e sollevare polvere per far dimenticare il proprio fallimento. Noi non ci stiamo!»

Massimiliano Cannavò, portavoce del laboratorio “A Sinistra per Santa Luce”, sottolinea che «pochi giorni fa lanciavamo un allarme circa il rischio che le polemiche interne al Pd e ad una maggioranza consiliare uscente che mai ha cercato il dialogo, opaca, priva di idee e di iniziativa; si risolvessero in una somma di sfregi, attacchi personali e invettive al vetriolo, corrodendo la fiducia dei cittadini e dei lavoratori santalucesi. Uno spettacolo davvero modesto che i fatti e le prese di posizione più recenti hanno confermato». Poi la difesa dell’istituto Lama Tzong Khapa. «Il recente tentativo di coinvolgere l’istituto buddista - scrive Cannavò - nel groviglio delle miserie e ripicche locali (personali o di cordata) è d’altronde l’indice di un degrado che va arginato. Un tentativo da respingere, a difesa del carattere aperto e laico, del ruolo sociale, del contributo civile e culturale che tale presenza ha garantito in questi decenni sul nostro territorio». Secondo il gruppo «siamo alle convulsioni finali di un governo locale chiuso e sordo che non ha ascoltato i cittadini e le categorie. L’ultimo atto di un sindaco e di una maggioranza (Pd e Socialisti) che incapaci di rispondere sul merito delle cose, oggi alzano polvere e cercano lo scontro sperando che i cittadini dimentichino cinque anni privi di rotta, di progetto politico reale, di fare costruttivo, di risposte serie. Noi siamo un’altra cosa».

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