Lutto
Pd, venti di guerra i socialisti attaccano «Primarie truffa»
Il segretario della federazione Lari bacchetta Marini e un gruppo di nuovi iscritti si dissocia: non siamo buddisti
SANTA LUCE. La scelta del sindaco Pd infiamma gli animi a Santa Luce. Dopo l’assemblea che ha candidato Giamila Carli, a scendere in campo sono i socialisti, che appoggiano i ribelli pro–Marini. Non vanno per il sottile: attaccano la candidata alle primarie e la Federazione pisana, parlando di «primarie farsa». Ma anche nel Partito democratico le acque sono tutt’altro che tranquille: un gruppo dei 23 nuovi iscritti si “dissocia” («Non siamo tutti buddisti, ma cittadini che vogliono dire la loro») e se la prende con l’ex segretaria Enza Mascia, mentre il segretario della Federazione pisana Alessio Lari bacchetta Andrea Marini e l’ex direttivo commissariato per mancanza di trasparenza. Insomma: un clima di veleni, che accompagna i due giorni che separano la chiusura dei termini per le candidature alle primarie di domenica 3 aprile. C’è tempo infatti fino a martedì 15 per presentarsi alla competizione. Che rischia di rimanere deserta, perché Marini conferma di non voler partecipare. In questo caso ci sarà il candidato ufficiale del Partito democratico, Giamila Carli, e il candidato di Santa Luce democratica, che però non avrà il simbolo del Pd.
Socialisti e riformisti: primarie farsa. Una nota durissima quella del direttivo Psi - Riformisti di Santa Luce, firmata da Massimo Mochi, coordinatore, Tania Mariottini, assessore della giunta Marini, e Paolo Sammuri. «Il risultato di questo nuovo direttivo Pd, a maggioranza buddista - scrivono - è frutto di un preciso disegno di prepotenza politica, di poltronismo di ritorno e di imbroglio studiato a tavolino».
La Federaziome provinciale del Pd, e successivamente un commissario regionale - dicono i socialisti - «ha sfiduciato cancellando di fatto una segreteria locale del Pd e il direttivo che già dal mese di gennaio aveva indicato, con trasparenza e dopo un regolare percorso di ascolto, in Andrea Marini un unico candidato a sindaco per un secondo mandato, sia per la buona amministrazione sia perché già alla fine di gennaio non erano apparse richieste di altre candidature. Mandato sottoscritto anche da Psi, Riformisti e Sel». I socialisti parlano di «imbroglio studiato a tavolino», per trovare un posto a Giamila Carli, «che dopo la defenestrazione da parte del sindaco di Cecina di cui era assessore all'urbanistica, aveva bisogno di una ricollocazione politica e personale». Appoggiata anche «da una parte del vecchio centrodestra di Santa Luce, forse spinto da interessi sul nuovo Regolamento urbanistico». Secondo i socialisti un’operazione che non va a vantaggio «né del comune di Santa Luce, né della democrazia partecipata, né dell’istituto buddista di Pomaia. Istituto del quale noi - laici e pragmatici - da sempre abbiamo riconosciuta l'importanza culturale, economico sociale e le loro legittime richieste, comprese quella, se ne avranno le forze, della costruzione di un nuovo monastero».
I nuovi iscritti: «Non siamo tutti buddisti». Il gruppo dei 23 nuovi iscritti si dissocia. Con una nota di Antonio Loretta, che si fa portavoce del gruppo, i nuovo iscritti pro Carli ribadiscono di non essere tutti buddisti. «Siamo persone e non fantasmi - scrivono - e ci dissociamo da quanto dichiarato dall’amministrazione uscente, perché la nostra storia non è legata all’istituto, ma all’essere cittadini nati e residenti in questo comune. Più volte abbiamo chiesto confronti con l’amministrazione Marini, non avendo mai un riscontro positivo. Il nostro percorso è trasparente, la strada che abbiamo deciso di percorrere è per dare libero sfogo alle nostre voci di cittadini indignati che per 5 anni hanno subito la letargia dell’ amministrazione». Perché «il sindaco è al servizio dei cittadini tutti, buddisti e non. Basta polemiche sterili, abbiamo bisogno di contenuti e di progetti, e dobbiamo prendere atto che l’istituto è una realtà presente da 40 anni, come dovrebbe sapere Enza Mascia che proviene proprio da lì».
La Federazione: Marini deve fare le primarie. «Quanto sta avvenendo a Santa Luce merita il massimo rispetto - afferma Alessio Lari, segretario della Federazione pisana -. Sono stato all'assemblea Pd in cui si è insediata la commissaria Monica Giuntini, e ho visto tanta passione, voglia di partecipazione e proposte per rilanciare la politica locale. Spesso il malcontento sfocia in liste civiche con orizzonti limitati, trovo invece assolutamente positivo che un gruppo di cittadini abbia scelto il Pd, prendendo la tessera per fare un percorso di democrazia per far valere le proprie idee». Sul tesseramenti nell’istituto Lama Tzong Khapa, Lari commenta: «Che alcuni tra questi siano di fede buddista è un dettaglio da rispettare ma trascurabile». Attacca invece la segreteria locale, «che ha negato un confronto fra iscritti andando contro a tutti i principi che fondano la nostra comunità - partito. Quindi evidenzio positivamente che chi oggi sostiene la candidatura di Giamila Carli abbia scelto forse la via più difficile ma sicuramente la più bella, cioè quella del confronto politico all'interno di un grande partito quale è il Pd. Le primarie, indipendentemente dalle ultime tessere arrivate, ci sarebbero state comunque, con la richiesta già manifestata da un gruppo sufficiente di iscritti già tesserati nel 2015. Il sindaco uscente Andrea Marini ha quindi il dovere di accettare il confronto con le primarie, anche per valorizzare il buon lavoro che ha fatto nei 5 anni di mandato, e insieme alla Carli restituire ai cittadini spazi di partecipazione attiva, valorizzando tutta la passione politica che ho riscontrato su quel territorio, portata avanti da giovani ragazzi, fino ad alcune nonne agguerrite». (m.m.)
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