Sicurezza
Nuova frana alle Preselle, la terra minaccia la strada
Riparbella, due anni fa un altro smottamento rese inagibile la via vicinale di uso pubblico. Pochi giorni fa un secondo fronte ha iniziato a muoversi verso valle
Era il febbraio 2014 e una frana fece scivolare un pezzo di collina che a sua volta sollevò letteralmente una strada vicinale, di uso pubblico, in località Preselle-Serre, nel Comune di Riparbella. Almeno quindici famiglie furono isolate per alcuni giorni, costrette ad allungare il percorso verso casa in auto almeno per un'ora. A distanza di due anni la situazione, dopo decine di incontri tra residenti, rappresentanti del consorzio della via vicinale e Comune non è ancora risolta. Anzi, la pioggia nei giorni scorsi ha provocato un nuovo smottamento.
«Il primo intervento avvenne poche settimane dopo la frana e fu quello di messa in sicurezza dello smottamento che minacciava un condominio - spiega Gionata Bientinesi, residente proprio in una delle abitazioni a rischio e tra i 69 frontisti del consiglio consortile - seguì un altro intervento per liberare la strada ma che l'ordinanza del Comune ancora oggi, a distanza di due anni, non considera transitabile». Molte persone, infatti, pur di non allungare il percorso verso casa, transitano lungo la strada, sistemata solo per il passaggio dei mezzi di soccorso, nonostante l’ordinanza.
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«Nei giorni scorsi c'è stato un nuovo smottamento - racconta ancora Bientinesi - credo a questo punto sia necessario dare un accelerata ai progetti da sottoporre al Comune per risolvere una situazione di emergenza. Nel nostro condominio, poi, anche i parcheggi sono inagibili, dunque il disagio rispetto ad altri frontisti non può che essere maggiore».
Il Comune di Riparbella, in una fase iniziale, stanziò una cifra di 70mila euro per risolvere la situazione. Almeno 20mila sono già stati usati per le prime opere di messa in sicurezza del sito.
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Nel frattempo alcuni residenti decisero di avviare delle pratiche per accertare la responsabilità dello smottamento. Una decisione che non ha portato, ad oggi, a risultati concreti ma ha ritardato un po' la scelta e la presentazione dei progetti, come ci spiega Simone Dardini, consigliere del consorzio Preselle-Serre che ha seguito più nel dettaglio la questione tecnica.
«I tempi iniziano ad essere stretti, anche per il nuovo fronte di smottamento che, anche se non grave, non può che preoccupare - dice Dardini - nel 2014 furono presentati una serie di preventivi dei progetti di ripristino proprio al Comune ma si aggiravano tra i 130 e i 150mila euro. E proprio dagli uffici comunali la risposta fu quella di rivedere al ribasso il progetto». Il consorzio, dunque, si rimette al lavoro per capire come e dove abbassare la cifra. «Ad oggi, rivedendo al "ribasso" alcuni interventi, siamo arrivati a dei preventivi, intorno ai 90mila euro circa - spiega ancora Dardini - alcune trincee non ci saranno, i pozzi di raccolta saranno ridimensionati e la strada si farà in ghiaia e non in fondo battuto. Mentre i gabbioni che sosteranno il terreno e il resto degli interventi sarà lasciato immutato».
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Come sottolineato da residenti e frontisti la situazione della frana in località Preselle sta assumendo i contorni di un emergenza. E il transito sulla strada vicinale, vietato da precisa ordinanza del Comune, non viene rispettato.
«L’amministrazione ha subito messo a disposizione 70mila euro per il progetto, anche se poi la situazione delle casse comunali in questi due anni non è stata delle migliori – dice il sindaco Renzo Fantini – i frontisti nel ricercare le responsabilità per la frana hanno perso un po’ di tempo ma della cifra stanziata inizialmente ci sono ancora 50mila euro. Nel momento in cui ci verrà presentato il progetto definitivo noi siamo pronti a partire».
Progetto, come detto, rivisto al ribasso, non oltre i 95mila euro. Il Comune, che ha il 20% delle quote, dovrebbe investirne altri 10mila. Non si tratterà di un finanziamento a fondo perduto, ma di una sorta di prestito anticipato: l’amministrazione, nei prossimi 12-15 anni, si limiterà a non versare la quota consortile. «Probabilmente il progetto si dividerà in due tranche – aggiunge Fantini – una parte per gli interventi più urgenti, la seconda per la zona più a monte in un secondo momento». Il consorzio si riunirà a breve, proporrà i preventivi con un contratto di appalto, poi il passaggio da genio civile fino alla presentazione agli uffici comunali.
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