Sicurezza
Rifiuti, a Cecina la tariffa sarà più cara per tutti
La spesa totale del servizio, che deve essere coperta per intero dagli utenti, è cresciuta di quasi 350.000 euro
CECINA. Ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, ortofrutta, pescherie. I titolari di queste attività quest’anno hanno un motivo in meno per sorridere. È a loro, infatti, che si chiede il sacrificio maggiore per coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti. Ma il ritocco all’insù della tariffa (Tari) non risparmia nessuno. Colpite anche le utenze domestiche. Il conto è di 6.503.542 euro e per legge deve essere coperto in modo integrale da chi usufruisce del servizio. Una cifra che rispetto allo scorso anno registra un aumento di 348.938 euro. Ma a pesare sono anche l’obbligo di spalmare parte di quanto non è stato incassato nel 2015 e il peso della solidarietà, quella per assicurare alle famiglie in situazioni di grave disagio economico e sociale esenzioni e riduzioni della tariffa.
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«Tocchiamo tutti con l’aumento della Tari, ma nessuno in modo particolare – afferma l’assesore al Bilancio Federico Cartei –. Restano confermate le agevolazioni già in essere lo scorso anno per disoccupati e chi perde il lavoro, ma anche per chi eredita una casa e ha in Isee basso». Rinnovata anche l’agevolazione per le nuove attività commerciali che decidono di aprire a Cecina, ma da 3 si scende a 2 anni di totale esenzione dal pagamento. Inoltre, possono avvalersene gli under 35 e vale solo per esercizi al massimo 100 metri quadrati per restare nella tipologia dei negozi di vicinato.
La manovra proposta dalla giunta all’approvazione del consiglio comunale mette mano sia alla parte fissa della tariffa, data dal costo del servizio di igiene urbana, che a quella variabile, destinata alla copertura dei costi delle operazioni di raccolta, trasporto, trattamento, riciclo e smaltimento, calcolati in base ai criteri disciplinati da un apposito decreto.
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Il meccanismo per il calcolo della tariffa si basa sulla superficie dell’abitazione o del fondo commerciale e sull’effetto combinato delle quote fissa e variabile che vengono modulate in base a specifici coefficienti. E poiché quest’ultimi sono rimasti invariati rispetto al 2015 il carico dell’aumento è tutto nelle quote che per le utenze domestiche tengono conto del numero di componenti del nucleo familiare e per quelle non domestiche della tipologia di attività.
La novità è il carico della Tari in capo ai proprietari di seconde case. Tolto il parametro dei 4 abitanti equivalenti a prescindere dalla superficie dell’appartamento a pagare di più sono i proprietari di abitazioni più grandi. È il succo della manovra a saldo zero. Ovvero che redistribuisce il carico tariffario all’interno della platea dei proprietari di seconde case senza gravare sugli altri.
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