Attenzione
Porto, interrogazione in Regione
Il gruppo Toscana a Sinistra chiede verifiche sullo stato dell’arte
CECINA. L’assenza al tavolo della commissione consiliare di Cecina del 7 marzo a cui la società del Porto di Cecina era stata invitata a partecipare per chiarire lo stato di avanzamento dei lavori e della situazione finanziaria. Parte da qui il segretario del circolo locale di Rifondazione comunista Renzo Belcari per tirare le fila della situazione. «La commissione forse avrebbe chiesto come mai i lavori sono praticamente fermi da otto mesi – dice –. Forse la stessa avrebbe chiesto delucidazioni sul rapporto con la Sales, che ha fatto il grosso dei lavori al porto, e che sembra vanti crediti verso la società del Porto».
Il segretario Belcari non ha dubbi. «Il rifiuto di partecipare alla commissione è “una cenciata in faccia” al sindaco, alla giunta e a tutto il consiglio comunale di Cecina. E non vogliamo minimamente pensare che il rifiuto a rispondere democraticamente al consiglio possa essere sostituito da telefonale personali o da incontri “al caminetto”». Dito puntato anche sull’erosione della spiaggia. «C’è una interrogazione della consigliera Tovani che richiede delucidazioni su tempi e notizie per la messa in sicurezza dell’argine destro e degli ultimi 270 metri della riva sinistra, la demolizione del ponte attuale e la costruzione di quello nuovo. Ma anche il dragamento del fiume, il mantenimento della riva di costa ante-opera e la solidità delle garanzie fideiussorie – afferma il segretario di Rifondazione comunista Belcari –. Il 2 marzo una interrogazione quasi analoga è stata depositata dal gruppo regionale Toscana a Sinistra». Che conclude: «Troppi progetti nati e anche sponsorizzati con troppa superficialità ed interessi elettorali dalle ultime amministrazioni comunali e che si sono o sembra che si stiano trasformando in disastri ambientali e finanziari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google