Sirti, lavoratori in presidio davanti ai cancelli
San Vincenzo, dovevano iniziare questa mattina le attività per svuotare il magazzino del cantiere nella zona artigianale in vista della chiusura della sede e il trasferimento dei 30 addetti a Calenzano
SAN VINCENZO. Il presidio è iniziato di primo mattino. In sciopero i 30 lavoratori della Sirti in forza alal sede di San Vincenzo. Otto ore di fermo con presidio di fronte ai cancelli dell’azienda per impedire lo svuotamento del magazzino. L’azienda, nell’ottica della riorganizzazione, intende chiudere il cantiere di San Vincenzo e trasferire dal primo di aprile tutti i dipendenti presso la sede di Calenzano.
La vicenda della Sirti, impresa di servizi a livello nazionale, fondata a Milano nel 1921, impegnata nei settori telecomunicazioni, trasporti, energia e impianti tecnologici, che occupa circa 4.000 addetti (dei quali 110 in Toscana nelle sedi di Pisa, San Vincenzo e Calenzano) da tempo si accompagna a ripetuti annunci di riduzione dei posti di lavoro in tutta Italia.
“Il trasferimento, formalizzato in questi giorni, penalizza e non poco i lavoratori che si troverebbero di fatto a dover sopperire ai costi delle trasferte fino ad ora a carico dell’azienda stessa”, afferma David Romagnani per la segretria Fiom Cgil. Che aggiunge: “In questi mesi abbiamo cercato di avanzare ogni tipo di proposta per giungere ad un accordo che tenesse insieme disagi dei lavoratori e necessità organizzative, ma l’azienda non si è resa disponibile a discutere. Abbiamo proclamato uno sciopero di otto ore con un presidio per impedire lo svuotamento del magazzino, ma i lavoratori con questa prima iniziativa non intendono arrendersi. Valuteremo tutte le strade, dall’allargamento della lotta agli altri cantieri, fino alla tutela legale in ogni sede giudiziaria”. E conclude: “È tempo che anche i forti come i deboli trovino la via del buon senso”.
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