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Nuove scintille per l’invito a scuola di Dall’Orto

CECINA. «Ora aspettiamo in gloria che il Liceo dello Stato Enrico Fermi inviti Marcello Pera. Noi scommettiamo che non lo faranno, anche se speriamo di sbagliarci». Si chiude così la nota con cui il...

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CECINA. «Ora aspettiamo in gloria che il Liceo dello Stato Enrico Fermi inviti Marcello Pera. Noi scommettiamo che non lo faranno, anche se speriamo di sbagliarci». Si chiude così la nota con cui il Movimento giovani toscani della Lega nord Toscana replica alla presentazione del cartellone “Pratiche filosofiche”, organizzato dal Fermi in collaborazione con l’amministrazione comunale, e seguita alla critica dello stesso movimento alla scelta di portare a scuola l’autore Giovanni Dall’Orto, giornalista, scrittore e militante gay.

«Dopo aver rivendicato che la cultura non debba essere neutrale e non possa mai esserlo, dicono sostanzialmente che Dall'Orto è invece neutrale, che presenta una storia contro i pregiudizi, mica è di parte, che non c’è bisogno di un testimone di un orientamento diverso – si legge nella nota –. Allora, non si capisce: Dall’Orto è neutrale o invece la cultura non è mai neutrale? Oppure invitare Dall’Orto non è cultura? E, nel caso, cos’è? Salvini e il Pd a queste domande non rispondono. La verità è che questi signori che governano la città sono comunisti (nonostante rinneghino la storia del Pci, quindi peggio: figli degeneri del comunismo) e si collocano sulla linea della “egemonia culturale” di cui Gramsci parlava. È normale che chi crede fermamente in un’idea lotti strenuamente per difenderla e diffonderla (il vero problema è semmai la bontà o la malvagità materiale di quell’idea)».

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