Sicurezza
Distrutti abiti e scarpe sequestrati sulla spiaggia
Castagneto Carducci, le conseguenze dei blitz contro il commercio abusivo L’assessore Barsacchi: «È l’ultimo atto di un lungo iter amministrativo»
CASTAGNETO CARDUCCI. Borse, vestiario, costumi, cappelli, occhiali, portafogli, cinture, scarpe. Ma anche giocattoli ombrelli da mare. C’è un po’ di tutto nei sacchi della merce sequestrata durante i controlli estivi per contrastare il commercio abusivo dalla polizia municipale di Castagneto Carducci. Tutta merce che adesso viene destinata alla distruzione.
Molti gli oggetti rinvenuti, si tratta in particolare di merce contraffatta e venduta in mancanza dell’abilitazione necessaria. I blitz sono scattati in particolare tra luglio e agosto scorso e hanno coinvolto non solo la spiaggia ma anche il lungomare, le piazze e i luoghi di Marina di Castagneto più frequentati dai turisti. Tra questi anche piazzale Magellano, la stazione di Donoratico, la pineta.
Operazioni coordinate a turno dalle forze dell’ordine. In campo oltre agli agenti della municipale i militari dell’Arma, polizia e finanza. Alla confisca si associano anche multe piuttosto salate. E che in genere nessuno dei contravventori riesce a pagare. Il Comune di Castagneto Carducci ha emesso nei mesi scorsi sei ingiunzioni per un totale di 25.500 euro a carico di venditori extracomunitari. Tutte rimaste insolute.
«Sono stati emessi una serie di decreti – spiega l’assessore al Commercio Elisa Barsacchi – relativi a merce sequestrata durante i controlli da parte delle autorità competenti. Questo perché sono scaduti i termini di legge. La merce sequestrata, infatti, in un primo momento viene depositata presso i locali dell’organo che ha disposto il sequestro. Poi, decorsi trenta giorni dal sequestro, senza che sia pervenuta la richiesta di restituzione della merce da parte di persona che si dichiara proprietaria della stessa il Comune deve procedere alla confisca ai fini della distruzione».
Un lungo iter burocratico con tempi e costi di gestione interamente a carico dell’amministrazione comunale. «Si tratta di tutto un procedimento partito a seguito di accertamenti, da parte degli organi competenti al controllo e vigilanza, di infrazioni relative all’esercizio di attività commerciale su aree pubbliche senza il prescritto titolo abilitativo – precisa l’assessore Barsacchi –. Viene così elevato a carico del trasgressore il verbale di accertamento dell’infrazione e il verbale di sequestro della merce. E quest’ultimo può essere redatto a carico di ignoti nel caso in cui la merce venga abbandonata e non sia possibile risalire al trasgressore. E adesso che sono decorsi tutti i termini si procederà alla distruzione come ultimo atto».
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