Sicurezza
Scapigliato compra i terreni circostanti
Giari, amministratore di Rit, presenta un pacchetto di investimenti da 28 milioni: «Creiamo un’area di “rispetto”»
ROSIGNANO. Una fascia di “rispetto” attorno all’area della discarica di Scapigliato, dove realizzare un incubatore rurale, ossia avviare una serie di attività per creare posti di lavoro (start up nel settore agricolo). Questo uno dei punti nodali delle linee programmatiche per lo sviluppo del polo impiantistico.
L’area di rispetto. Si tratta di una zona che, come ha spiegato l’amministratore unico di Rit (Rosignano Impianti e Tecnologie), Alessandro Giari, sarà realizzata da realizzare «acquisendo terreni e immobili circostanti la discarica, chiaramente condividendo il percorso con gli attuali proprietari». Non solo, perché Giari annuncia anche il «trasferimento delle residenze più vicine a Scapigliato, per cui sono in corso confronti con i proprietari». Con questo escamotage, che secondo i programmi verrà a costare a Rit un totale di 8,4 milioni di euro (suddivisi in 5 anni a partire dal 2016), Rea impianti vorrebbe chiudere definitivamente la partita annosa dei contrasti con i proprietari di casolari e terreni circostanti la discarica. «Questo impianto - ha ammesso Giari - è una grande risorsa, ma è stato visto anche come un vulnus per il territorio. Ecco che dobbiamo recuperare una compatibilità con l’ambiente e gli abitanti». Resta da vedere, è chiaro, se tutti i proprietari di terreni e immobili intorno a Scapigliato saranno disposti a trasferirsi o a vendere i loro beni a Rit.
Quello che Giari ha presentato ieri è un piano molto articolato, e costoso, per il rilancio del polo impiantistico sui colli dietro Rosignano. «Non è un programma calato dall’alto - ha detto l’amministratore - ma concordato con il Comune (proprietario al 100% dell’impianto, ndr), e che è stato elaborato anche confrontandoci con le associazioni e i comitati che in passato si sono contrapposti a Scapigliato, con gli abitanti dei dintorni e con quelli delle frazioni collinari».
“Sconti” sulla gestione degli impianti. Il pacchetto di progetti elaborato da Rit prevede un investimento totale di 28 milioni di euro, da spalmare fino al 2020. Somma per cui la società ricorrerà a finanziamenti, ma che in parte otterrà tramite la diminuzione progressiva del canone di concessione annuale che deve al Comune. «Quest’anno è di 12,5 milioni - dice Giari - e calerà di un milione all’anno fino ad arrivare a 8,5 milioni nel 2020».
Trattamento rifiuti verdi. L’apposito impianto (investimento 1,5 milioni) partirà a marzo e il compost sarà sul mercato già da luglio. Potrà trattare 15mila tonnellate annue di verde, da cui si otterranno 6mila tonnellate di compost di qualità, in parte per uso interno e in parte da immettere sul mercato.
Biodigestore anaerobico e compostaggio della frazione umida. L’impianto, che secondo i programmi sarà realizzato entro il 2018 con una spesa di 12 milioni di euro, permetterà di trasformare gli scarti organici in biometano, anidride carbonica e compost. «L’impianto ha già ottenuto le necessarie autorizzazioni - ha detto Giari - e permetterà di distribuire compost per agricoltura estensiva. Pensiamo anche di realizzare un impianto di distribuzione di biometano lungo la via Emilia sotto Scapigliato, e di costituire una start up con 2-3 addetti».
Recupero di carta e plastica. Per l’impianto è previsto un investimento di 3 milioni di euro (più 500mila euro tra 2016 e 2017 per ricerca e sviluppo). «In parte i materiali saranno recuperati - ha spiegato l’amministratore di Rit - ed in parte trasformato in Css (combustibile solido secondario) da usare in discarica ma anche da destinare ad altri impianti».
Rifiuti speciali. L’intenzione, attraverso un investimento di 200mila euro annui fino al 2018, è quella di avviare tecnologie sempre più moderne per arrivare a recuperare il 30% dei materiali trattati.
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