Finanza
Pd diviso, l’ex direttivo diserterà l’assemblea
SANTA LUCE. L’ex direttivo del Pd santalucese non parteciperà all'assemblea degli iscritti convocata per domani sera dalla commissaria Monica Giuntini. È ormai il muro contro muro nello scontro...
SANTA LUCE. L’ex direttivo del Pd santalucese non parteciperà all'assemblea degli iscritti convocata per domani sera dalla commissaria Monica Giuntini. È ormai il muro contro muro nello scontro interno al Partito democratico del paese collinare per la scelta del prossimo candidato a sindaco. L’ex segreteria di Enza Mascia e gli amministratori sono decisi “ad andare fino in fondo”. «C’era un percorso condiviso fino al 31 gennaio - dicono il sindaco Andrea Marini e il vicesindaco Stefano Bertoli - poi in tre giorni, dopo la chiusura dei termini, quelle 23 tessere raccolte in fretta e furia dentro l’istituto buddista di Pomaia e consegnate direttamente alla Federazione provinciale. Hanno tesserato il direttore, il vicedirettore, alcuni collaboratori, le mogli... molti dei quali non risiedono neanche a Santa Luce. E la Federazione ha deciso di mandare a monte l’accordo con le forze di coalizione per andare alle primarie». Il tono è duro. «Ci chiediamo che cosa sia successo - dicono - ce lo devono spiegare». Intanto amministratori ed ex direttivo (che in gran parte coincidono: sei dei consiglieri comunali sono infatti anche membri del partito) non parteciperanno all’assemblea di domani sera. La spiegazione ufficiale è che per quella data il gruppo di coalizione Santa Luce democratica è già impegnato in un incontro pubblico programmato in precedenza allo Spazio civico di Pastina tra l'amministrazione comunale e la cittadinanza, «iniziativa inserita nel calendario già pubblicato degli incontri di fine mandato».
«Nessuno ci ha contattato - dicono Marini e Bertoli -; la commissaria poteva fissare l’assemblea in un altro giorno». Ma quello che preme al gruppo degli ex è di sottolineare «il punto originale, ovvero le ormai famose 23 tessere fatte direttamente dalla segreteria provinciale, già convalidate dalle commissioni di garanzia. La convalida non risolve, anzi aggrava ancora di più la vicenda, in quanto non solo non sono state fatte comunicazioni ufficiali ma si sta insinuando il dubbio che tutta la vicenda sia stata pianificata a tavolino in maniera strumentale, tesserando al Pd santalucese tutta la direzione e molti dei collaboratori dell'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, che come istituzione religiosa, non può essere coinvolto in dispute politiche anche se a carattere locale».
Sindaco e vicesindaco aggiungono poi che «i rapporti tra l’istituto buddista e l’amministrazione in carica hanno avuto qualche problema, per i ritardi nell’iter del progetto del nuovo monastero. Ma l’amministrazione ha seguito le regole: il progetto rientra nell’ambito del Regolamento urbanistico comunale, che deve essere ancora avviato. Ritardi non per scelta nostra: abbiamo dovuto seguire le direttive regionali, che hanno subito dei cambiamenti». Porta chiusa ai vertici Pd. «Devono essere loro a spiegare cos’è successo - dicono -. Forse devono trovare un posto a Giamila Carli (candidata dal gruppo pro primarie, ndr), ma per noi resta valida la candidatura definita prima di quelle 23 tessere».
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