Il Tirreno

Due baracche abusive sotto casa del sindaco

di Manolo Morandini
Una delle immagini allegate all'interrogazione di Responsabilità civica
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Una delle immagini allegate all'interrogazione di Responsabilità civica

Bibbona, ordinanza di demolizione delle strutture a carico del padre del primo cittadino Massimo Fedeli. Il capogruppo d'opposizione Rugo: «Una rivincita per chi in passato si è visto sanzionare per un pollaio»

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BIBBONA. Due baracche e una tettoia. L’entità dell’abuso non è quella di una villa. Ricoveri per animali da cortile e attrezzature agricole. Eppure riesce a far arrossire. Tanti gli imbarazzi all’ombra di quelle strutture tirate su senza permesso nella campagna di Bibbona. La vicenda si consuma in ambito familiare. Protagonista la famiglia del sindaco Massimo Fedeli. Il padre degli abusi è anche il suo genitore. Dopo i controlli scattati la scorsa estate alla fine di febbraio è arrivata l’ordinanza di demolizione.

L’ordinanza, la numero 4 del 25 febbraio, è apparsa sull’albo online del Comune di Bibbona. E c’è da giurarsi che non mancheranno le persone che nel parlarne si daranno di gomito. Anche se l’accaduto si presta a una lettura a contrario: a Bibbona la legge è uguale per tutti. Sarà ma colpisce che gli abusi edilizia siano riferibili alla cerchia familiare del sindaco, che oltretutto abita vicino al padre Angiolino.

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Tra quelli che hanno un motivo in più per sorridere ci sono i consiglieri della lista d’opposizione Responsabilità civica. Il capogruppo Massimiliano Rugo alla fine di luglio del 2015 aveva presentato l’interrogazione in cui ha tirato direttamente in ballo il sindaco Fedeli, con tanto di corredo fotografico, chiedendo di sapere se i terreni risultanti nelle immagini sono di sua proprietà o comunque della sua famiglia, se tutte le strutture presenti sono conformi alla normativa, la data e l’ora dell’eventuale rimozione di una o più di queste strutture.

Il padre del sindaco ha 90 giorni di tempo dalla notifica dell’ordinanza per provvedere alla demolizione delle due baracche realizzate senza permesso a costruire e della tettoia per la quale avrebbe dovuto richiedere una Scia al Comune di Bibbona. Viceversa scatterà la sanzione amministrativa, non meno di 2.000 euro e fino a un massimo di 20.000, oltre alle procedure di acquisizione al patrimonio pubblico delle aree interessate dagli abusi.

«Gli accertamenti da parte della polizia municipale di Bibbona sono scaturiti a seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini al gruppo consiliare Responsabilità civica – dice Rugo –. Segnalazioni in cui si lamentava una inerzia da parte dell’amministrazione sulle proprietà della famiglia di Massimo Fedeli». Che aggiunge: «Gli abusi sono stati riscontrati nella proprietà del padre Angiolino, in quelle proprietà dove lo stesso sindaco ha una casa di proprietà, quindi appare inverosimile, anche per l’entità degli abusi riscontrati, che questi non ne fosse a conoscenza». La lista d’opposizione non è nuova ad azioni in chiave di controllo. «Per gli abusi in questione è stata inoltrata una notizia di reato alla competente Procura della Repubblica di Livorno – afferma il capogruppo Rugo –. Con l’avvento di Responsabilità civica alla guida dell’opposizione sono sempre di più le segnalazioni che pervengono dai cittadini in materia di abusi edilizi, una sorta di rivincita per coloro che negli anni passati, si sono visti sanzionare e indagare per un pollaio o per la tettoia a copertura di un mezzo agricolo mentre i privilegiati della politica di governo sembravano essere intoccabili e al di fuori delle leggi».

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