Il Tirreno

Cancellato il degrado l’ex Circolo forestieri diventa un gran cafè

di Manolo Morandini
Cancellato il degrado l’ex Circolo forestieri diventa un gran cafè

A caratterizzare la riqualificazione è una maxi vetrata In gestione per 16 anni, il 10 marzo il taglio del nastro

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CECINA. Benvenuti al Gran Cafè. Il taglio con il passato è già nel nome. Archiviata la storia del Circolo forestieri la nuova gestione prende il via dal 10 marzo dalle 18. Sul lungomare a Marina di Cecina si respira un’aria nuova, dopo anni di incuria e abbandono. Dello storico edificio restano solo alcuni richiami. A dare l’impronta è la vetrata fronte mare, per la quale è stato necessario richiedere il benestare della Sovrintendenza. L’elemento, disegnato dall’architetto cecinese Benedetto Roventini, dà al complesso un tocco di novità, anche se non sono mancate le critiche da parte di chi si attendeva una riqualificazione filologica, andando a recuperare le linee del progetto originario d’inizio Novecento. Ma è oltre la soglia che si coglie l’essenza del progetto a cui l’amministrazione comunale lega la speranza di restituire ai marinesi uno spazio rinnovato, dopo anni di convivenza forzata con pannelli e impalcature a chiudere, senza troppo successo, la vista sul degrado.

Il nome ricorda il Cafè del Mar. Lo stesso della società che si è aggiudicata la gestione della struttura per 16 anni. Quattro i soci: Marco Mosca, Adamo Matteo, Sabrina Falchi e Speranza Matteo. In realtà è il riflesso di un ricordo familiare. Quello di Adamo e Speranza Matteo, fratello e sorella. «C’è un dipinto a olio che per quarant’anni è stato in casa dei nostri genitori – dice il signor Matteo –. Ritrae una scena di vita parigina di fine Ottocento e l’insegna di un locale Gran cafè. Ecco, pensando al nome anche mia sorella con la memoria è andata a quel quadro».

Il ristorante affidato allo chef Gianni Santoro, la pizzeria e l’american bar. C’è tutto questo all’interno del locale. «L’idea che ha guidato i lavori è stata di realizzare un grande spazio polivalente, che possa essere fruito con diverse modalità dal mattino alla sera – afferma Marco Mosca –. Anche la soluzione del banco bar centrale realizzato a forma di isola serve per dare un senso di accoglienza». Il canone di locazione annuale al Comune è di poco superiore alla base d’asta, di 26.000 euro. Ma per i primi tre anni l’accordo prevede, in cambio delle opere di riqualificazione, un abbattimento quasi totale (solo il 10%).

Bianco e tortora a colorare le pareti. Inserti d’arte. Si parte dalle mostre dello scultore Massimo Villani, gli oli su tela di Claudio Calvetti e le immagini del fotografo Luca Brunetti. Mostre che con cadenza variabile saranno rinnovate dando spazio ad altri artisti.

Arredi dalle linee minimali con soluzioni diverse per differenziare le diverse zone del locale. All’interno anche un palco con pianoforte. La musica è uno dei fili conduttori dal giovedì alla domenica sarà declinata in altrettante formule e generi. E la scommessa di dare vita al giovedì, con l’aiuto di Corrado Rossetti, a una sorta di jazz club. «L’intenzione – conclude Mosca – è di stringere anche forme di collaborazione con i commercianti e le attività che sono nel perimetro circostante del locale».

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