Il Tirreno

il caso gsd rosignano sei rose

Sfogo di Salvadori: «I passati presidenti hanno fatto debiti»

ROSIGNANO. Ha deciso di scrivere una lettera aperta agli sportivi, dirigenti, volontari, soci, atleti, tecnici appartenenti al Gsd Rosignano Sei Rose, e anche alla stampa. L’intento del presidente...

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ROSIGNANO. Ha deciso di scrivere una lettera aperta agli sportivi, dirigenti, volontari, soci, atleti, tecnici appartenenti al Gsd Rosignano Sei Rose, e anche alla stampa.

L’intento del presidente della società, Maurizio Salvadori, è quello di fare chiarezza, sottolineando il suo impegno nei confronti della gestione della squadra.

«Io sono un essere umano - scrive - e come tutti gli esseri umani ho pregi e difetti, posso piacere e non piacere, non sono infallibile, ma sono uno che nelle difficoltà non si tira indietro, onora gli impegni presi, però non accetta che gli vengano, gratuitamente, dettate lezioni di buon comportamento o di buona gestione, anche se sono sempre pronto ad ascoltare consigli e a valutarli. Già da qualche mese, anzi vorrei dire già da prima di iniziare, venivamo visti con occhi "malevoli"».

Il presidente sottolinea che «il Gsd Rosignano Sei rose è come una grande famiglia; i problemi, se ci sono si risolvono all'interno delle nostre stanze e non a riportare spesso cose inesatte, fuori, rendendole di pubblico dominio: queste persone non possono stare nello sport e nell'associazionismo. Si elogiano i "passati presidenti", portandoli ad esempio, ma sono loro ad aver prodotto con le loro gestioni il debito del Gs Rosignano, in barba agli sportivi e all'associazione: hanno lasciato debiti verso gli atleti, gli allenatori, collaboratori, fornitori, liberi professionisti, Stato... negli anni precedenti. Il sottoscritto pur nelle mille difficoltà, si trova, suo malgrado a gestirli per il buon nome del Gsd Rosignano Sei Rose, ma questo non viene mai evidenziato e sottolineato, anzi si rimpiangono i vecchi personaggi e le passate gestioni».

Salvadori, nella sua lettera, fa anche riferimento alle polemiche con una giornalista della Nazione.

Ma il suo sfogo investe l’intero andamento societario. E il problema degli stipendi non pagati ai giocatori. «Non voglio che mi venga detto grazie - scrive - ma che almeno venga riconosciuto tale impegno. Vorrei ora sottolineare che in una attività sportiva dilettantistica, non esistono rapporti di "lavoro subordinato" con contratti ben precisi e tantomeno "stipendi" , perché tutto questo comporterebbe una società vera e propria strutturata come azienda. Questo il Gsd Rosignano Sei Rose non lo è, anzi è una associazione totalmente partecipata da volontari che dedicano il proprio tempo, sportivo e non, alla "famiglia Rosignano ", l'associazione concorda il rimborso spese stagionale, riferito alla distanza ed eventuali disagi per lo studio e il lavoro, differenziato per ogni atleta. Non si parla di stipendi, è totalmente improprio e inesatto dirlo. Il calcio dilettantistico non deve essere considerato alla stregua di un lavoro, ma una possibilità che viene data a molti atleti di praticare lo sport amato, senza aggravio di spese personali, pur partecipando a campionati di buon livello».

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