Sicurezza
Val di Cecina e Val di Cornia, l’idea di sviluppo comune
CECINA. Lo sguardo abbraccia la Val di Cecina e la Val di Cornia, ma l’orizzonte va ben oltre. È da questa prospettiva che ha preso forma lo studio di fattibilità “Terre etrusche” presentato il 4...
CECINA. Lo sguardo abbraccia la Val di Cecina e la Val di Cornia, ma l’orizzonte va ben oltre. È da questa prospettiva che ha preso forma lo studio di fattibilità “Terre etrusche” presentato il 4 febbraio nella cornice dell’Auditorium del Consiglio regionale a Firenze. «I confini amministrativi, oggi, diventano spesso un limite per lo sviluppo – afferma il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. Occorre ormai avere una visione più ampia, di sistema, per dare sostanza a veri ed utili piani strategici. Lo studio va in questa direzione».
Lo studio di fattibilità guarda al potenziale turistico di quest’area, ma pone l’accento anche sulle criticità infrastrutturali da superare per una migliore capacità di attrarre investimenti. Attraverso lo strumento della pianificazione strategica d’area vasta, lo studio - promosso dal sindaco di Cecina, da Anci Toscana in collaborazione con il Consiglio regionale e il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra -, si pone l’obiettivo d’analizzare punti forti e criticità della realtà della Val di Cecina e Val di Cornia per ottenere linee guida unitarie in grado di orientare per i prossimi 15 anni lo sviluppo dei territori. «La nostra sfida è favorire non più le scelte localistiche ma di sistema – dice il presidente della commissione Toscana costiera, Antonio Mazzeo –. Il grande merito di questo studio di fattibilità consiste nell’avere integrato lo sviluppo di tre diverse aree tra le province di Livorno, Pisa e Grosseto, in tutto una ventina di comuni, grazie a progetti che potrebbero anche essere finanziati se rientranti in un’ottica di sistema».
Lo studio parte dal presupposto che ogni luogo presenta una precisa vocazione, un’identità, che può trasformarsi in ricchezza. Ma per far emergere la vocazione dei luoghi serve ottimizzare e razionalizzare le potenzialità del territorio. Lo studio è stato messo a punto dallo studio Agorà, per conto del quale nella cornice fiorentina è intervenuto l’architetto Massimo Casolari. «È corretto e avanguardistico porsi l’obiettivo di uno sviluppo non localistico – sostiene Gianni Anselmi, presidente della Seconda commissione, quella che ha tra le deleghe lo sviluppo economico e rurale della Toscana –. Dopo la riforma delle province stiamo lavorando alla redistribuzione della governance e su questo punto siamo impegnati a trovare soluzioni condivise ed efficaci».
Parole di sostegno allo studio presentato anche dall’assessore regionale Stefano Ciuoffo, che ha le deleghe all’economia e al lavoro : «Sulla costa toscana ci sono grandi spazi di sviluppo per un turismo di qualità». E aggiunge: «Questo studio dimostra che esistono spazi che si possono tradurre in nuova economia, sviluppo turistico, posti di lavoro».
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