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«Riorganizzazione dov’è la proposta?»

«Riorganizzazione dov’è la proposta?»

CECINA. «Il 31 marzo è il termine ultimo per presentare la proposta ufficiale sulla riorganizzazione della rete sanitaria locale, ma del progetto sanità Val di Cornia-Bassa Val di Cecina non vi è...

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CECINA. «Il 31 marzo è il termine ultimo per presentare la proposta ufficiale sulla riorganizzazione della rete sanitaria locale, ma del progetto sanità Val di Cornia-Bassa Val di Cecina non vi è alcuna traccia tangibile». Calendario alla mano lo constata il coordinatore Forza Italia di Cecina Chiara Tenerini. E si rifà a quanto contenuto nella legge regionale 84 del 2015 sul “Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale”. «In ottemperanza al decreto Balduzzi, voluta dalla giunta Rossi e dal governo centrale come razionalizzazione del servizio sanitario – sostiene Tenerini –, in realtà è solo uno sciagurato intervento ai danni dei cittadini, finalizzato esclusivamente al contenimento della spesa sanitaria, da anni, oramai, fuori controllo a causa di sprechi, negligenze e interessi privati».

Il coordinatore locale di Forza Italia entra nel merito del riferimento alla legge regionale 84 del 2015. «In questo enorme stravolgimento che subirà il servizio sanitario territoriale, era stata data la possibilità alla autonomie locali coinvolte, attraverso l’assemblea dei sindaci, di produrre una proposta condivisa diretta a rappresentare le esigenze delle singole realtà comunali – afferma Tenerini –. Poca cosa, forse, ma almeno, formalmente, i cittadini potevano sperare di dire la loro. E invece? A distanza di oltre un anno, dopo molti astratti proclami pubblici, della fantomatica “Proposta Lippi” non si sa niente».

Riavvolge il filo il coordinatore del partito che in consiglio è all’opposizione. «In parole semplici: inerzia totale del sindaco di Cecina a raccogliere esigenze e richieste dei propri concittadini, per farsi capofila e portavoce di una proposta concreta, anche in qualità di presidente della Società della salute – dice –. Davanti ad una, pur esigua, possibilità di difendere le sorti del nostro ospedale e dei residenti della Val di Cecina, il nostro sindaco ha pensato bene di fare niente, o quasi, ed ha prodotto, in oltre dodici mesi, solo un documento vuoto ed inutile, non approvabile poiché privo degli elementi necessari e minimi per giungere ad un voto condiviso con i Comuni coinvolti».

Sul perché a distanza di una manciata di giorni dal termine del 31 marzo e dopo oltre un anno dal documento con cui si è tracciata l’idea di ospedali in rete tra Cecina, Piombino e Portoferraio, per Tenerini non ci sono margini per accampare scuse. «Nessuna scusa – conclude –. Non possiamo credere che tale inerzia sia dovuta solo a mancanza di capacità, l’intuito suggerisce che dietro a questa immobilità si celi una volontà superiore cui allinearsi, anche a scapito dei cittadini. Non vogliamo, e non possiamo, assecondare tali logiche di potere. Per questo chiediamo, una volta per tutte, al sindaco di uscire allo scoperto e difendere, veramente, il nostro ospedale».

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